Prodi, mercoledì il giorno della verità

Prodi, mercoledì il giorno della verità

ROMA – E’ previsto per mercoledì il voto al Senato sulla fiducia al Governo Prodi. Un appuntamento atteso con fermento nel panorama politico italiano e al quale il Professore sta lavorando alacremente in queste ore per scongiurare un altro irreparabile scivolone. Prodi parlerà all’assemblea di Palazzo Madama domani (martedì) alle 17 Il voto invece è previsto, in diretta televisiva, nel pomeriggio di mercoledì.


PRODI PREPARA IL DISCORSO

L’inizio settimana di Romano Prodi è stato tutto dedicato alla preparazione del discorso che terrà al senato nella giornata di mercoledì per chiedere la fiducia al suo Governo, dopo le dimissioni respinte dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.


Quello del premier sarà un discorso “breve ma intenso”, imperniato sui dodici punti che Prodi ha posto come condizioni “non trattabili” per restare alla guida dell’Unione. Il premier dovrebbe presentarsi prima a palazzo Madama e poi alla Camera. E' probabile che si cominci mercoledì a Palazzo Madama con voto giovedì.


ANDREOTTI: PRONTO A VOTARE LA FIDUCIA SENZA I DICO

Il Governo è caduto sul voto per la politica estera, ma sembrano essere stati i ‘Dico’ a provocare il scivolone verso la crisi. Almeno secondo quanto dichiarato dal senatore a vita, Giulio Andreotti, che dopo la retromarcia innescata da Prodi sulle coppie di fatto fa capire di essere pronto a votare la fiducia all’esecutivo.


Il sette volte presidente del Consiglio non lo dice chiaramente, ma lo fa capire in modo evidente con una intervista al quotidiano “Repubblica”. “Ho letto il nuovo programma al quale ha lavorato la maggioranza – afferma il senatore - positivo: ho notato con piacere che certi punti non fanno più parte degli obiettivi dell'esecutivo". Ovvero "i matrimoni omosessuali saranno accantonati". Dunque "penso che non dovrebbero esserci difficoltà per il governo ad andare avanti".


A chi gli chiede se voterà la fiducia, Andreotti (che ha passato il week-end a Montecarlo “per un convegno di politica estera”) risponde così: “Penso che non dovrebbero esserci difficoltà ad per il raggiungimento del quorum necessario ad ottenere la fiducia".


Andreotti, che ad 86 anni continua a condizionare l’andamento della politica italiana, fa poi notare che “mi ha convinto molto quel che ha detto il Presidente Napolitano: anche io penso che non ci siano alternative a questo esecutivo, che la situazione è tale che risulta difficile trovare una soluzione diversa, almeno per adesso".

Con la sua astensione, mercoledì scorso, assieme al senatore a vita Pininfarina, Andreotti aveva causato la caduta del Governo. Ora ne sarà l’ancora di salvataggio.


DE GREGORIO: NO A FIDUCIA PERCHE’ MANCA FASE NUOVA

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"Non votero' la fiducia al governo Prodi giovedi' in Senato. Il premier avrebbe potuto guidare lui stesso una fase nuova; ma presentarsi con un esecutivo identico, senza nessun segnale di rinnovamento e' un errore clamoroso, perche' il Paese si sarebbe aspettato segnali di novita'". Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico Italiani nel mondo, nel corso della trasmissione 'Viva voce', condotta da Giuseppe Cruciani, in onda su Radio 24.

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