Prodi: ''Italia degna di fiducia''. Insorge la Cdl

Prodi: ''Italia degna di fiducia''. Insorge la Cdl

ROMA – “Coinvolgere i giovani e le donne perché abbiamo tassi di disoccupazione, soprattutto al Mezzogiorno, che sono assolutamente inaccettabili”. Tuttavia “ci sono elementi di ottimismo, di un’inversione di tendenza soprattutto nei mercati extraeuropei che stanno diventando di sostegno all’economia mondiale”.


Così il presidente del Consiglio, Romano Prodi, durante la replica al termine del dibattito sulla fiducia svoltosi al Senato, che in serata dovrà votare la fiducia all’Esecutivo.


“Il Governo è deciso a non abbandonare la strada maestra del risanamento dell’economia – ha aggiunto Prodi -. Voglio mandare un messaggio chiaro: l’Italia è degna di fiducia, un paese che se pone davanti a sé uno schema di risanamento il governo lo rispetta”.


“Aumento delle detrazioni per le imposte sulla prima casa che tengano conto della composizione della famiglia e del peso effettivo dei figli nell’economia domestica”.


POLITICA ESTERA - Prodi, replicando al Senato al termine del lungo dibattito sulla richiesta della fiducia, ha sottolineato il “lungo e forte impegno per la pace che questo governo ha concretizzato nei suoi nove mesi di vita. Non abbiamo speso parole, abbiamo speso fatti”.


Il Professore ha ricordato che “ci siamo proposti autorevolmente nell’aiutare la soluzione dei problemi e dei conflitti più gravi che ci sono nel medio oriente e vicino a noi, abbiamo preso l’iniziativa, insieme all’Onu, della missione in Libano; l’abbiamo guidata, ne siamo i massimi responsabili”.


COPPIE DI FATTO - Romano Prodi fa scattare la bagarre in aula quando accenna all’argomento delle coppie di fatto. Un passaggio delicato del suo discorso, anche per i rapporti interni alla maggioranza.


“Il Governo ha presentato il suo disegno di legge – ha detto Prodi - e con questo ha esaurito il suo compito. In parlamento sono già pervenute numerose proposte di maggioranza e opposizione”.


Il Professore ha poi detto di lavorare affinchè si giunga ad una versione definitiva dei ‘Dico’ che possa trovare “il più ampio coinvolgimento possibile” all’interno del parlamento.


ALZARE LE PENSIONI PIU’ BASSE - “Abbiamo la volontà di innalzare il livello delle pensioni più basse”. E’ l’annuncio di Romano Siamo aperti a proposte e contributi, ma al Governo spetta l’onere della decisione finale. Tutta questa azione di impostazione della concertazione, non può essere disgiunta dal continuare un’azione di razionalizzazione della spesa pubblica. Intendiamo trovare una quota non certo marginale” delle risorse dalla razionalizzazione cominciando “dall’unificazione degli enti previdenziali”.


LEGGE ELETTORALE - “Ridare la capacità di scelta è l’obiettivo primario della legge elettorale che noi vogliamo fare”. Romano Prodi spende la parte finale del suo discorso conclusivo al Senato parlando della riforma del sistema elettorale, ‘aprendo’ a contributi esterni alla maggioranza e al coinvolgimento di tutto il parlamento.

“Il problema è come garantire una governabilità ed una continuità della sua politica che fino ad oggi non è riuscita a garantire – ha aggiunto Prodi -. Noi possiamo pensare che al più presto vi possa essere un atteggiamento condiviso riguardo al cammino di costruzione di questo progetto di riforma”.


Il Professore ha poi precisato che “è oggi inopportuno tratteggiare modelli precisi, ma il senso di responsabilità che dobbiamo avere mi spinge a chiedervi uno sforzo non dettato da opportunismi o rivendicazioni”.


“Chiedo soltato uno sforzo rivolto al futuro – ha concluso Prodi -. Perché la rappresentanza politica è sempre più lontana dai cittadini: abbiamo il dovere di invertire questa tendenza e dunque abbiamo il dovere di costruire una legge elettorale con la quale il cittadino si senta rappresentato”.


LE REAZIONI POLITICHE

Maggioranza compatta attorno al presidente del Consiglio Romano Prodi, con il senatore Turigliatto fuori dal coro (“voterò la fiducia, ma non Afghanistan, Tav e Pensioni”) e la new entry Marco Follini (“voterò la fiducia per costruire un ponte di dialogo”). Completamente contraria l’opposizione, che si scaglia contro Romano Prodi e contro i dodici punti programmatici che sono la guida dei prossimi mesi di governo del Professore.


"Abbiamo accolto con favore il mancato riferimento ai Dico, per i quali confermiamo il nostro no": lo ha detto nell'Aula della Camera Tommaso Barbato confermando a nome dell'Udeur la fiducia al governo Prodi. Una fiducia che arriverà inevitabilmente anche dai Verdi, che con il ministro Pecoraro Scanio affermano: “Ha fatto bene Prodi a dire che sui Dico adesso la parola spetta al Parlamento cercando soluzioni condivise”.


Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione al Senato, chiede la luna. “Vogliamo essere realisti e non si può essere realisti se non si punta alla luna. Appoggiamo a fondo il governo proprio perchè vogliamo la luna". Anna Finocchiaro, capogruppo dell’Ulivo al Senato, pone l’accento invece sull’esigenza di cambiare la legge elettorale.


“Andando al voto con questa legge elettorale si riprodurrebbe una situazione di stallo – ha detto la senatrice Finocchiaro - . Questa situazione ha, oltre ai rischi per il Governo in carica, un rischio ulteriore, grave, i rischio dello stallo, dell'interdizione continua e reciproca. Riguarda solo la maggioranza? Non mi pare. Riguarda certo l'autorevolezza e il prestigio dell'istituzione parlamentare".


L’Udc attacca Romano Prodi con il capogruppo al Senato, Francesco D’Onofrio, che fa notare come questo è “il governo dei ‘dico e non dico’. Dentro la maggioranza - dice D'Onofrio - ci sono troppe posizioni non conciliabili".


Per la Lega Nord è necessario andare subito al voto. “Lei ha detto di non essere 'uomo per tutte le stagioni'. Siamo d'accordo. La sua stagione è finita. La parola al popolo”, ha detto il capogruppo del Carroccio al Senato, Roberto Castelli.


Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, attacca Marco Follini e la sua scelta di passare nel centrosinistra. “La sua è una mera operazione di trasformismo che gli italiani disprezzano e che li allontana dalla politica". In questo modo il governo "sopravvive grazie a un senatore che tradisce il patto con gli elettori".


Infine l’ex ministro Altero Matteoli, capogruppo di An al Senato, punta il dito contro l’indecisione di Prodi. “Quella di Prodi è stata una replica impacciata, un ultimo disperato tentativo non dicendo nulla di impegnativo perchè non può più farlo stretto nella tenaglia dei suoi alleati divisi su tutto”.

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