Raid a Tripoli, giallo sulla sorte di Gheddafi

Raid a Tripoli, giallo sulla sorte di Gheddafi

Raid a Tripoli, giallo sulla sorte di Gheddafi

TRIPOLI - Nel raid della Nato nella nottata tra lunedì e martedì che hanno avuto come bersaglio Tripoli, ed in particolari il bunker di Muammar Gheddafi, non c'è "alcuna prova" che il rais sia ancora vivo. Nel mirino degli aerei sono finiti, stando a quanto riferito da una fonte ufficiale libica, anche la sede di un'agenzia di spionaggio e un edificio coloniale, già finito nel mirino dei bombardamenti il 30 aprile scorso sede dell'alta commissione per l'infanzia.

 

I raid sono stati lanciati dopo la dichiarazione del segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, secondo cui per Gheddafi "la partita è finita: non c'è futuro per lui o per il suo regime". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ha affermato che le forze militari italiane non partecipano a bombardamenti sulle città in Libia. "Abbiamo individuato una modalità d'impiego dei nostri bombardieri che non prevede la partecipazione a missioni sulle città della Libia", ha aggiunto.

 

L'Onu ha lanciato un appello per una tregua in Libia. Nella città di Misurata, sotto assedio da oltre due mesi, "alcuni non hanno più cibo, acqua e altri prodotti di prima necessità - ha denunciato il responsabile delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite, Valerie Amos -. Le strutture mediche hanno bisogno di essere rifornite e di personale qualificato".

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Secondo Amos, oltre 13mila persone hanno lasciato la città, su una popolazione complessiva di 300mila, mentre sono 746mila le persone fuggite dalla Libia dall'inizio del conflitto, 5mila bloccate alle frontiere con Egitto, Tunisia e Niger e altre 58mila sfollate in "centri spontanei" sorti nelle zone orientali del paese.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -