Ravenna elezioni. Benzoni (Lpr): "25 aprile solo della sinistra"

Ravenna elezioni. Benzoni (Lpr): "25 aprile solo della sinistra"

RAVENNA - "Il 25 Aprile è il 'giorno della Liberazione'; infatti il 25 Aprile del 1945, l'Italia fu liberata dal Nazi-fascismo. Oggi, però, vale ancora la pena di festeggiarla cosi come accade a Ravenna? Infatti, questa festa che dovrebbe appartenere a tutti, oggi, è ridotta ad essere una festa di una sola parte politica, quella di sinistra; sempre pronta, ad ogni iniziativa nazionale a sventolare le proprie bandiere in mezzo al tricolore". L'accusa arriva da Gianluca Benzoni candidato al consiglio comunale di Lista Per Ravenna.

 

"Negli anni '90, vi erano quelle del Partito Comunista Italiano. Dagli anni '90 in poi, quelle degli attuali partiti del centro sinistra, come il Partito Democratico della Sinistra, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, Ecologia e Libertà, Italia dei valori. Questa festa, a Ravenna, continua anno per anno ad assumere tutte le connotazioni di una festa di una sola parte politica, anziché essere la festa dei valori come la Libertà, il rispetto tra persone e del vivere civile".

 

"Mi ricordo quello che successe il 2 giugno scorso - racconta Benzoni - quando un partito che chiaramente non era il PD osò sommessamente e nella convinzione di non essere il solo, a dispiegare la propria bandiera di partito in piazza del Popolo. In men che si possa dire, opinabile o condivisibile che sia, un agente/ufficiale dell'ordine pubblico, dopo essersi qualificato e avere identificato chi aveva in mano la bandiera, lo invitò a riavvolgerla per evitare il sorgere di problemi di ordine pubblico. Mi ricordo altresì quello che successe a Milano il 25 aprile 2006, quando i comunisti con bandiere alla mano contestarono duramente la presenza della candidata sindaco di centro destra Letizia Moratti che portò in Piazza, per partecipare alla commemorazione, suo padre, ex deportato al campo di concentramento di Dachau. Le contestazioni costrinsero la Moratti ad allontanarsi assieme al padre in sedia a rotelle".

 

"Il nostro Sindaco nel suo discorso ufficiale ha sostenuto fervidamente i principi su cui si basa la costituzione qualificandoli sacrosanti. Oggi, ad oltre 60 anni dalla entrata in vigore della costituzione, sarebbe tempo di smetterla con gli inneggiamenti dei suoi principi cominciando a metterli in pratica, piuttosto che gridare forsennatamente che non si deve cambiare perché va bene così. Come si possono sostenere dei principi o pensare di cambiarli se ancora non si è capaci di metterli in pratica? Dov'è la democrazia quando alla festa nazionale della Liberazione d'Italia consente lo sbandieramento del PD che al tempo fra l'altro nemmeno esisteva? Continuando in questa direzione la "Festa della Liberazione" rischia di diventare la festa nazionale di una sola parte politica".

 

"Allora l'invito che oggi voglio fare è un invito alla coerenza fra il dire e il fare; sostenere i principi di democraticità in modo così accorato ingenera sicuramente forte suggestione alla platea che ascolta, ma quel che è più necessario è dimostrare che certi principi si sanno anche mettere in pratica. Se il principio è: alle feste nazionali non devono comparire bandiere di partito, esso si applichi per tutte le feste nazionali e per tutti i partiti. Lasciamo spazio all'unica bandiera che merita in modo integerrimo di rappresentarci indistintamente. Viva la bandiera italiana".

 

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