Ravenna, elezioni. Matteucci: "Bene la legge antimafia regionale"

Ravenna, elezioni. Matteucci: "Bene la legge antimafia regionale"

"Esprimo apprezzamento per la legge antimafia approvata dal Consiglio della Regione Emilia Romagna.  Ravenna la città che ha dato la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, che crede fermamente nei principi delle regole e della legalità, non può non condividere l'obiettivo alla base della legge: opporsi alle mafie e tenerle lontane dal nostro territorio." Lo afferma Fabrizio Matteucci, ricandidato sindaco di Ravenna.

 

"Il Comune ha messo a punto una procedura interna per rendere l'affidamento degli appalti più trasparente e più efficiente - dice Matteucci - e ha contribuito alla redazione del protocollo per gli appalti pubblici che è stato già approvato e alla redazione della bozza del protocollo per gli appalti privati che è in via di approvazione. Legalità e trasparenza sono due punti del mio programma elettorale. Penso che sia importante garantire un forte coordinamento tra gli enti territoriali per esercitare una forte vigilanza sulla cosiddetta ‘filiera dei subappalti', mettendo in campo strumenti amministrativi per rafforzare la piena trasparenza delle procedure di appalto, attraverso la verifica accurata dei collegamenti diretti e indiretti tra aziende partecipanti alle gare e controlli sulle aziende subappaltatrici".


"Fra questi strumenti c'è la creazione di un Osservatorio (anche di livello provinciale) che realizzi una mappatura di tutte le attività e segnali anomalie e appalti sospetti e di una  ‘white list' di aziende che rispettano tutte le procedure antimafia - prosegue il primo cittadino -. La conoscenza è importante per fare terra bruciata attorno alla mafia. Per questo promuoveremo campagne d'informazione contro il racket e l'usura rivolte ai cittadini per far conoscere gli strumenti legislativi esistenti per chi denuncia i propri estorsori e usurai, e per far sentire le istituzioni vicine alle vittime di tali estorsioni.

E ci impegniamo a promuovere, sempre di più,  l'educazione alla legalità nelle scuole attraverso percorsi formativi volti a diffondere fin dall'inizio la consapevolezza del rischio infiltrazioni mafiose". 

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Tra le prime risultanze emerse dallo studio, l'abbattimento dei costi della politica grazie alla riduzione delle cosiddette "tecnostrutture" ovvero dei ruoli amministrativi di vertice. L'organizzazione del comune unico potrebbe configurarsi in una suddivisione del territorio in 4 aree di cui una di mare e tre di entroterra facenti capo ai rispettivi centri storici degli attuali comuni dell'Unione.

 

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"Il percorso verso il Comune Unico prosegue ininterrottamente e celermente nonostante i tempi tecnici che dobbiamo osservare" spiega il Sindaco di Savignano sul Rubicone Elena Battistini. "La realizzazione dell'Unione ha certamente posto le basi per la nascita del Comune Unico. Non partiamo da zero ma da un percorso già avviato di unificazione dei servizi che faciliterà le future tappe. E' mia ferma intenzione proseguire con la presentazione dello studio ai cittadini, alle associazioni di volontariato arrivando fino ai quartieri perché le informazioni si trasmettano il più capillarmente possibile. I cittadini dovranno poter arrivare al referendum il più possibile consapevoli delle scelte che andranno a fare".

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