Ravenna, elezioni. Spadoni (Udc): "il ruolo della conferenza socio-sanitaria"

Ravenna, elezioni. Spadoni (Udc): "il ruolo della conferenza socio-sanitaria"

Come si ricorderà, con il Decreto legislativo 517/93, tutti i poteri in materia di sanità furono assegnai ai direttori generali delle aziende sanitarie locali. Con l'introduzione di questa figura del direttore - manager tenuto a rispondere del suo operato in ordine alle scelte, alla programmazione, ai bilanci economici e agli investimenti unicamente alla Regione che l' ha nominato, di fatto, i Comuni e la Provincia sono stati emarginati dalla possibilità di concorrere alle scelte strategiche. Per questo, opportunamente, il legislatore ha inserito una forma di collegamento tra gli enti locali e la gestione delle Aziende della sanità locali, attraverso l'istituzione della Conferenza provinciale territoriale socio sanitaria.

 

Un importante strumento di collegamento fra azienda sanitaria e territorio, oggi presieduto dall'assessore provinciale, istituito per monitorare ogni singola realtà, leggere le esigenze degli abitanti e cogliere i bisogni reali, per poi portarli al tavolo decisionale. La Conferenza, quindi, non deve e non può sostituire la specifica funzione riguardante la gestione che resta di esclusiva competenza del direttore aziendale, ma deve poter interloquire e incidere con il manager soprattutto sulle linee d'indirizzo generale e sulle principali politiche sanitarie di rilevanza pubblica.

 

L'impegno, dunque, deve esser quello di valorizzare gli ospedali dei tre distretti affinché si possa assicurare loro una crescita coerente ed equilibrata, proprio per evitare di abbassare i livelli qualitativi e degli investimenti a discapito soprattutto dei piccoli ospedali, specie quello di Faenza. Nel quadro più ampio riguardante l'Area Vasta, poi, occorre una riflessione specifica e articolata per l'ospedale di Cervia, il quale, soprattutto nel periodo estivo, andrebbe dotato di tecnologie e servizi essenziali per far fronte alla forte domanda.

 

La Conferenza sanitaria territoriale deve essere, dunque, più incisiva rispetto alla programmazione dell'Ausl, e, soprattutto, deve essere in grado di portare a sintesi la voce e le istanze dei singoli comuni, affinché sia assicurato il corretto principio dell'universalità e dell'equità di trattamento.

 

D'altra parte è utile ricordare come il legislatore abbia voluto coinvolgere e dare voce ai territori attraverso questo livello di partecipazione e di democrazia, rappresentato, appunto, dalla Conferenza sanitaria territoriale. Il compito della politica è proprio quello di contribuire e di vigilare affinché il Servizio sanitario nazionale sia equamente distribuito su tutto il territorio della nostra provincia.

 

Noi ci impegneremo fortemente su quest'aspetto per garantire che la salute sia giustamente riconosciuta e valutata come il bene primario.

 

Gianfranco Spadoni

candidato alla presidenza della provincia Udc e Partito dei pensionati

 

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