Referendum, Maroni sentirà l'opposizione

Referendum, Maroni sentirà l'opposizione

Referendum, Maroni sentirà l'opposizione

"Il ministro dell'Interno Roberto Maroni formulerà una proposta dopo aver sentito le opposizioni sull'ipotesi di accorpare il referendum al 21 giugno o sull'ipotesi del rinvio". E' quanto ha detto il vice capogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello, al termine della riunione della maggioranza a Palazzo Grazioli. Subito la risposta del Pd: "se lo vogliono fare, facciano una proposta formale e poi ne discuteremo. Ma al momento per noi c'è solo la data del 6 e 7 giugno".

 

Intervenendo ad Ecoradio Mario Segni, coordinatore del Comitato promotore dei referendum elettorale, ha spiegato che l'"unica cosa logica e' quella di fare il referendum il 6 e 7 di giugno. Farebbe risparmiare una marea di soldi e sarebbe una soluzione civile. Non e' stata accettata ma noi continuiamo a dire che e' l'unica. Tutte le altre ipotesi sono sbagliate. Non riesco a capire perche' non si possa fare".

 

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Duro Antonio Di Pietro, leader dell'Idv. "vogliamo che sia fatto nello stesso giorno di amministrative ed europee, per evitare una ulteriore spesa". "Da Radicali sosteniamo, e documenteremo con ancora piu' precisione nei prossimi giorni, che in Italia e' in vigore (e non da oggi) un regime per il quale, da destra a sinistra, l'illegalita' e la negazione di leggi, obblighi e scadenze costituzionali, sono diventati pratica quotidiana per tutta la classe politica - ha dichiarato la vicepresidente del Senato, Emma Bonino, commentando l'ipotesi di un rinvio del referendum -. Tutto, ma proprio tutto, viene piegato e subordinato alle convenienze tattiche di un'oligarchia autoreferenziale, sicche' pare passare per 'normale' proposta l'idea, letteralmente eversiva, che si possa rinviare il referendum di un anno solo perche' 'oggi' sarebbe scomodo sia per la destra che per la sinistra. In questo modo si calpestano la Costituzione, le leggi, i diritti dei cittadini, del comitato promotore e dei firmatari''.

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