Riforma della Pubblica amministrazione, accordo governo-sindacati

Riforma della Pubblica amministrazione, accordo governo-sindacati

Dopo una lunga trattativa, Governo e sindacati sono finalmente giunti ad un accordo sulla riforma del pubblico impiego. Al centro dell'accordo sono mobilità, esodi incentivati, meritocrazia, stretta su esternalizzazioni e consulenze.


Saranno introdotte le “pagelle” dei cittadini e la possibilità di licenziare i dirigenti-manager in casi estremi. Inoltre il provvedimento introduce la novità del telelavoro. Accanto a ciò c’è anche un piano di stabilizzazione dei precari entro la legislatura. L'istituto della mobilità, che avverrà per ora su base provinciale, potrà essere utilizzato anche per la gestione di eventuali esuberi.


Nelle prossime giornate o settimane, sarà siglato anche un accordo che riguarda i settori delle Autonomie Locali e della Sanità, dopo il via libera della Conferenza delle regioni, dei comuni e delle province.


Secondo il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che assieme a quello della Funzione Pubblica Luigi Nicolais ha rappresentato il governo nella trattative, il provvedimento darà “spazio per economie fatte meglio”.


Per Nicolais, è un "momento di grande cambiamento per il lavoro pubblico. Si è lavorato molto per raggiungere questo obiettivo - ha detto -, sono stati introdotti concetti sostanziali per il lavoro pubblico, per una pubblica amministrazione efficiente, capace di raggiungere i cittadini e di essere motore per lo sviluppo e non un peso".


Positivi i commenti anche dei sindacati. Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, è un accordo che esalta “la volontà per elevare la produttività, la qualità e stabilità di chi lavora nelle pubbliche amministrazioni”.


“Al di là dei clamori, ciò che serve è la coerenza e lavorare in silenzio con responsabilità”, è stato invece il commento del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Il quale evidentemente guarda già avanti e in particolare al problema delle pensioni.

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“E' un monito per chi continuamente mette sabbia negli ingranaggi, ritenendo che le grandi riforme si facciano a colpi di bastone”, ha invece commentato Luigi Angeletti, segretario generale della Uil.

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