Rogo Corano, il pastore prima rinuncia. Poi ci ripensa

Rogo Corano, il pastore prima rinuncia. Poi ci ripensa

Rogo Corano, il pastore prima rinuncia. Poi ci ripensa

Avanti con l'iniziativa di bruciare il Corano. Il pastore Terry Jones, dopo aver annunciato giovedì che non avrebbe bruciato nulla in occasione dell'anniversario dell'11 settembre 2001 avendo ricevuto assicurazione da un imam di Orlando (che fa da intermediario) che non sarebbe stata costruita la moschea nei pressi di Ground Zero, è tornato sui suoi passi. I responsabili del centro culturale islamico di New York hanno reso noto di non avere raggiunto alcun accordo.

 

Jones si è detto "deluso" e "scioccato", aggiungendo che "potremmo essere obbligati a rivedere la nostra decisione" di rinunciare al rogo delle copie del libro sacro islamico. "Siamo preoccupati anche noi per le truppe e per i missionari - ha detto il pastore -. Il punto è che dobbiamo smettere di piegarci alla volontà altrui. In certe aree del nostro paese abbiamo perso la spina dorsale. Abbiamo fatto troppe concessioni".

 

Il Dipartimento di Stato nel frattempo ha diffuso un allerta ai viaggiatori americani per possibili dimostrazioni violente anti-americane nel mondo. Anche l'Interpol aveva lanciato un allerta mondiale per possibili attacchi o attentati. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha esortato Jones "a ripensarci", evidenziando che il suo gesto diventerebbe "uno strumento di reclutamento per Al Qaeda" e "metterebbe a repentaglio le truppe americane in Iraq e Afghanistan".

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