Ruanda, ergastolo per padre Seromba: fece uccidere 1500 persone

Ruanda, ergastolo per padre Seromba: fece uccidere 1500 persone

E’ stato condannato all’ergastolo padre Seromba, e l’accusa è di quelle terribili: genocidio. Il prete cattolico è il primo in assoluto ad essere stato condannato dal Tribunale Penale Internazionale, nell’ambito della guerra civile del Ruanda. Secondo il tribunale, Athanase Seromba sarebbe stato partecipe attivo dello sterminio del 1994, nel quale persero la vita quasi 1600 persone. Il prete fu arrestato 6 anni fa a Firenze, nella chiesa di San Martino in Montughi, dopo essersi rifugiato con un nome molto simile all’originale: dai parrocchiani si faceva infatti chiamare Anastasio SumbaBura. Inizialmente il Governo italiano si era rifiutato di concedere l’estradizione, poi anche grazie alle forti spinte internazionali, fu condotto in Tanzania.

L’accusa è di quelle infamanti, appunto, se si pensa che padre Seromba fece massacrare quasi 1600 persone di etnia tutsi. La guerra fa le etnie tutsi e hutu è stata una delle più violente, sanguinose e purtroppo silenziose degli ultimi decenni. In primo grado la condanna per il prete era stata di quindici anni, in quanto era stato considerato semplicemente un complice. Ma in appello il cattolico è stato condannato all’ergastolo perché ha contribuito alla pianificazione del massacro. Secondo alcuni testimoni giunti in tribunale, infatti, il prete avrebbe incoraggiato i fuggitivi a rifugiarsi nella sua chiesa, dove poi è avvenuto il massacro, per poi uccidere tutti coloro che si trovavano all’interno e distruggere la chiesa stessa con due bulldozer, per sepellire di macerie tutti coloro che erano ancora in vita. Una sorta di ‘soluzione finale’ che, almeno fino a prova contraria, gli costerà il carcere a vita.

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