Scandalo Sanità, ai domiciliari un uomo scorta di Vendola

Scandalo Sanità, ai domiciliari un uomo scorta di Vendola

Scandalo Sanità, ai domiciliari un uomo scorta di Vendola

BARI - C'è anche un componente della scorta del presidente della regione Puglia, Nichi Vendola tra le cinque persone arrestate giovedì mattina nell'ambito dell'inchiesta sul malaffare della sanità pugliese. Le accuse a vario titolo di concussione, corruzione, abuso e frode. Tre le misure interdittive. Coinvolti imprenditori ed ex dirigenti delle Asl per l'indagine sul malaffare nella gestione degli appalti e delle nomine dei medici e dirigenti Asl.

 

Quindici le richieste di arresto rigettate dal gip del tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis che aveva ricevuto 24 richieste di misure cautelari. L'inchiesta è coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica di Bari, Desireè Digeronino, Francesco Bretone e Marcello Quercia, che hanno chiesto l'arresto dell'attuale senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Regione Puglia.

 

La richiesta d'arresto dovrà essere ora valutata dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. Il presidente della Giunta, Marco Follini, ha fissato per martedì prossimo, alle ore 15, una riunione per esaminare e decidere sulla richiesta dei pm di Bari. "Non ho l'ordinanza. Aspetto di visionare la documentazione", ha commentato Tedesco.

 

"Io so soltanto che l'inchiesta dura da due anni e mezzo e io - ha aggiunto - non sono mai stato interrogato nonostante l'abbia ripetutamente chiesto". Tedesco è stato assessore regionale alla Sanità nella giunta di centrosinistra alla Regione Puglia guidata da Vendola dal maggio del 2005 al 6 febbraio 2009, quando si dimise, subito dopo aver avuto notizia di essere indagato dalla magistratura barese.

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