Scontri in Tibet tra monaci e Cina: cento morti

Scontri in Tibet tra monaci e Cina: cento morti

Sarebbero almeno un centinaio i morti provocati dai violenti scontri scoppiati in Tibet con la polizia cinese. A comunicarlo è stato il governo tibetano, in esilio in India. Il governo esprime “profonda preoccupazione” per le notizie che arrivano "dalle tre regioni del Tibet di uccisioni sommarie, di feriti e arresti di migliaia di tibetani che protestavano pacificamente contro la politica cinese". Le proteste “riflettono il desiderio di essere liberi dal regime cinese".


Molto differenti le cifre ufficiali diffuse dal governo cinese, che parla di dieci vittime si tratterebbe di "civili innocenti", morti in seguito agli incendi appiccati contro numerosi negozi della città. La radio 'Free Asia' sostiene invece che negli scontri di ieri sarebbero rimaste uccise almeno 80 persone.


Il governo tibetano ha chiesto l'apertura di una inchiesta da parte dell'Onu con l'invio immediato di rappresentanti a Lhasa che intervengano a porre fine alle numerose violenze cinesi che rappresentano violazioni continue dei diritti umani.

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Il governo ha poi fatto sapere di "sperare che la Cina, che ha messo fine nel passato al movimento democratico di piazza Tienanmen, agisca in questa situazione con compassione e saggezza".

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