Scudo fiscale, sì del Senato per il falso in bilancio

Scudo fiscale, sì del Senato per il falso in bilancio

Scudo fiscale, sì del Senato per il falso in bilancio

ROMA - Ok dal Senato con 134 sì, 24 no ed un astenuto all'emedamento Fleres nel dl anticrisi che estende la copertura dello scudo anche per i capitali i cui titolari sono accusati di falso in bilancio. Il Pd non ha partecipato al voto. Gli altri provvedimenti del decreto anticrisi saranno approvati da Palazzo Madama entro mercoledì per poi passare all'esame della Camera dei deputati. Al Senato restano da votare metà degli emendamenti, circa una trentina di proposte.

Nessuna delle questioni poste dalle opposizioni sul decreto correttivo, dalla richiesta di trasferirlo in Commissione Giustizia, o la presenza dei ministri dell'Economia e della Giustizia in Aula, è stata considerata accoglibile dal presidente di turno dell'Assemblea del Senato, Vannino Chiti: "C'è una distinzione fra questioni di merito politico e questioni relative a regolamento e procedure".

 

"Da quest'ultimo punto di vista - ha spiegato Chiti - il parere della Commissione Giustizia non è consentito dal Regolamento. Il voto dei due terzi del Senato rispetto a una presunta norma di indulto non è consentito poichè questo emendamento non si qualifica come indulto. E i precedenti condoni - ha ricordato Chiti - non hanno visto procedersi con maggioranze come quelle richiamate".

 

Quanto alla presenza in Aula dei ministri Giulio Tremonti ed Angelino Alfano, per Chiti si tratta di questioni politiche. "Il governo - ha spiegato Chiti - è qui rappresentato dal ministro Vita e ha fatto conoscere il suo parere. I governi - ha puntualizzato - quando si esprimono lo fanno nella loro collegialità. La presidenza - ha concluso Chiti - non può accedere per questi motivi alle richieste delle opposizioni"

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