Scuola, Berlusconi: "Non permetteremo l'occupazione". Veltroni: "Soffia sul fuoco"

Scuola, Berlusconi: "Non permetteremo l'occupazione". Veltroni: "Soffia sul fuoco"

Scuola, Berlusconi: "Non permetteremo l'occupazione". Veltroni: "Soffia sul fuoco"

Pugno duro del premier: "Non permetteremo che vengano occupate scuole e università". Così ha esordito Silvio Berlusconi alla conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi, insieme con il ministro Gelmini. "È una violenza, convoco Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine". L'incontro con il ministro dell'Interno c'è stato mercoledì pomeriggio. Ma le occupazioni continuano. Veltroni ricorda il diritto al dissenso: "Soffia sul fuoco".

 

"Proteste così ampie e diffuse dovrebbero portare il governo a ritirare il decreto", ha fatto notare Veltroni, che ha convocato, mercoledì pomeriggio una conferenza stampa. "Le parole del presidente del Consiglio sono molto gravi e possono avere delle conseguenze - afferma il leader del Pd - l'impressione è che voglia soffiare sul fuoco invece che sforzarsi di garantire l'unità del Paese, cosa che un presidente del Consiglio non deve fare".

 

Berlusconi in mattinata aveva sottolineato che "lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule". Dopo aver difeso il decreto sulla scuola, il premier aveva assicurato: "Non faremo nessun taglio alla scuola pubblica, il nostro provvedimento è a lungo periodo ed estenderà i suoi effetti in tre anni". Poi arriva l'attacco alla Sinistra: "La sinistra parla di 86mila insegnanti in meno. È falso. Con la riforma nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l'età e il blocco del turn over. La sinistra tenta di costruire un'opposizione di piazza".

 

Ribatte nel pomeriggio Veltroni: "Berlusconi dice bugie quando nega che nella scuola il governo non abbia effettuato tagli" e cita l'articolo 6 del decreto 112, varato dal Parlamento, in cui sono enumerati i tagli alla scuola nei prossimi tre anni, per un totale di 8 miliardi.

 

La questione ha richiesto anche l'intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in serata afferma: "Sulla scuola non posso schierarmi da nessuna parte, serve un confronto in Parlamento su come meglio definire e distribuire nel tempo i tagli ritenuti complessivamente indispensabili della spesa pubblica, valutando attentamente l'esigenza di salvaguardare livelli adeguati di spesa per la ricerca e la formazione"..

 

 

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