Semipresidenzialismo, scontro a distanza tra Fini e Berlusconi

Semipresidenzialismo, scontro a distanza tra Fini e Berlusconi

Semipresidenzialismo, scontro a distanza tra Fini e Berlusconi

ROMA - Nuovo scontro a distanza tra il premier Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Questa volta il motivo del contrasto sono le riforme. Il Cavaliere auspica ad una "elezione di presidente e Parlamento in un solo turno e nella stessa giornata", salvo discutere la proposta in Parlamento "dove verrà messa a punto la forma di Stato più appropriata per l'interesse del Paese". Ma Fini ha replicato che quel modello non funziona con una legge elettorale maggioritaria a doppio turno.

 

"Con gli slogan rischiamo di ripetere vicende già conosciute con le riforme del centrodestra bocciate dal referendum, ovvero tante chiacchiere e pochi fatti. Nessuno convincerà mai non me, ma il 99% dei costituzionalisti del mondo, che è possibile il modello francese con una legge elettorale proporzionale a turno unico", ha affermato il presidente della Camera.

 

"Se invece si pensa che in Italia sia più opportuna una legge elettorale proporzionale a turno unico, si smetta allora di parlare di modello francese. Si parli di elezione diretta del capo dello Stato, ma non si scomodi De Gaulle", ha aggiunto il numero uno di Montecitorio, annunciando che con Berlusconi si vedrà la prossima settimana.

 

Contrario anche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, secondo il quale, in tempi di federalismo, la figura del Capo dello Stato "debba restare super partes". Poi ha ricordato come tra le priorità delle famiglie non ci sia quella della forma di governo ma la crisi e il lavoro: "Se non ce ne occupiamo un po', finisce che la politica prende una distanza abissale dalla societa''. In ogni modo, ha concluso, "il cantiere delle riforme è il Parlamento e non "le interviste sui giornali".

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