Sicurezza e 'salva premier', via libera dal Senato

Sicurezza e 'salva premier', via libera dal Senato

Sicurezza e 'salva premier', via libera dal Senato

Via libera del Senato al decreto sulla sicurezza e alla norma blocca processi, fortemente sostenuta dal centrodestra e contestata dall'opposizione perché ritenuta una legge per favorire la posizione giudiziaria del premier Berlusconi. A favore del provvedimento si sono espressi 166 senatori, 123 i contrari, un astenuto. "Mi rammarico che l'opposizione abbia deciso di votare contro un provvedimento che era stato proposto da Giovanni Falcone" ha detto il ministro Maroni.

 

All'interno del decreto sicurezza era incluso, dunque, anche il provvedimento che blocca i processi per reati commessi al 30 giugno 2002 e puniti con meno di 10 anni di reclusione. Su questo il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, è già in trincea.

 

Di Pietro. "Noi siamo tra quelli, minoritari o maggioritari, lo vedremo con il referendum da che parte sta la verita', che pensiamo che la legge deve essere uguale per tutti e che se c'e' un presidente del Consiglio che e' sotto processo dovrebbe essere giudicato prima, e non dopo". Afferma Di Pietro sul suo blog, in un intervento dedicato al pacchetto sicurezza.

 

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Finocchiaro (Pd): Berlusconi non all'altezza. "Questo testo ha in se' due norme che consideriamo sbagliate e che violano la Costituzione e l'ordinamento comunitario: l'aggravante 'd'autore', per cui qualunque tipo di reato (anche le lesioni colpose, anche l'ingiuria) viene aggravato se a commetterlo e' un immigrato irregolare. La seconda disposizione e' quella relativa alla sospensione dei processi. Disposizione che viola il principio del diritto di difesa, quello di pari trattamento, quello della ragionevole durata del processo". Lo ha detto Anna Finocchiaro , presidente dei senatori del Pd, annunciando il voto contrario dei senatori del Partito democratico al decreto sicurezza.

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