Siria, il presidente Assad: ''Vittime di una grande cospirazione''

Siria, il presidente Assad: ''Vittime di una grande cospirazione''

Siria, il presidente Assad: ''Vittime di una grande cospirazione''

DAMASCO - Mercoledì è stato il giorno dell'atteso discorso del presidente siriano Bashar al-Assad. "Dobbiamo ritornare a lavorare in modo strutturato per dare maggiore stabilità alla Siria", ha affermato Assad, carica dal 2000, quando ha ereditato la presidenza. Nel discorso letto durante una riunione del parlamento di Damasco, ha declinato ogni responsabilità per le violente repressioni delle manifestazioni di protesta a Daraa, che avrebbero fatto un centinaio di morti.

 

Quindi ha accusato ai media panarabi, senza citare Al Jazeera, minacciando chi ventila improbabili interventi in stile libico: "Non accettiamo interferenze estere sulle nostre terre. Chi vuole la guerra dalla Siria l'avrà". "Noi non siamo isolati dal mondo arabo - ha aggiunto Assad -, ma siamo diversi da altri paesi. Speriamo che i fatti recenti accaduti nei paesi arabi possano dare maggiore sostegno alla causa palestinese. Sul fronte interno la struttura del paese sta crescendo".

 

Parlando delle riforme, il presidente siriano ha spiegato che si è "lavorato seguendo alcune priorità, la legge sui partiti e quella sullo stato d'emergenza erano già allo studio del parlamento". "Stavamo già lavorando alle riforme - ha aggiunto - ma seguendo un metodo, perché le riforme non sono una campagna stagionale". Assad ha quindi ribadito che lo Stato "non può sostenere il caos dei giorni scorsi" e che la situazione nel paese "è tornata alla normalità".

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