Statali, ministro Brunetta: guerra ai fannulloni. La Cgil lascia il tavolo

Statali, ministro Brunetta: guerra ai fannulloni. La Cgil lascia il tavolo

ROMA - Prima spaccatura tra governo e Cgil. La frattura si è consumata sul tavolo convocato dal ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione Renato Brunetta per la presentazione delle linee guida sulla riforma della Pubblica amministrazione alle parti sociali e alle associazioni dei consumatori. Un abbandono motivato dal fatto che "si è deciso di fare partecipare al tavolo un solo componente per sigla".

 

Per Michele Gentile, coordinatore dei dipendenti pubblici della Cgil, questa scelta "significa impedire la partecipazione di coloro che poi devono gestire il piano industriale. E' come se la Fiat escludesse i metameccanici da una trattativa". L'ultimatum arriva dal segretario generale federazione lavoratori della conoscenza Cgil, Enrico Panini: "O si cambia o comincia il conto alla rovescia verso la mobilitazione".

 

La Cisl, con il segretario confederale Gianni Baratta, riferisce che Brunetta "si è impegnato ad affrontare il problema del biennio. Il confronto sulla riforma del modello contrattuale dovrà basarsi sullo stesso criterio di quello privato". Paolo Pirati, della Uil, si esprime così: "speriamo buone nuove sul rinnovo dei contratti. Siamo già fuori tempo massimo, i contratti vanno rinnovati subito, entro l'anno".

 

"Guerra" ai fannulloni. "Semplificare e accelerare le fasi dei procedimenti disciplinari, con particolare riferimento a quelli per le infrazioni di minore gravita'". E' quello che prevede, a quanto si apprende, il piano industriale per il rilancio della Pa che oggi il ministro Renato Brunetta ha girato ai sindacati. "Per rendere piu'efficienti gli uffici pubblici occorre anche combattere la scarsa produttivita' e l'assenteismo".

 

Retribuzioni come nel settore privato. "I livelli retributivi sono allineati al settore privato, soprattutto per le posizioni professionali d'ingresso". E' uno dei presupposti condivisi da cui deve muovere "un rapido ed efficace programma di risanamento, ristrutturazione e rilancio della macchina pubblica italiana" secondo quanto previsto dalle linee programmatiche sulla riforma della Pa del 'piano industriale' presentato oggi dal ministro Renato Brunetta alla parti sociali.

  

Aumentare la produttività. Nella pubblica amministrazione si ipotizza che esista "un bacino di produttivita' latente e inespressa" il cui utilizzo e' compito immediato e primario del governo e delle parti sociali, che si puo' prudenzialmente stimare, in un orizzonte temporale di medio periodo di 3-5 anni, esso sia attingibile nella misura del 20% generando un recupero risorse economico di 40 mld senza lacerazioni sociali ed occupazionali attraverso il blocco del turn over e la copertura dei bisogni pubblici oggi non presidiati". E' quanto prevede il 'piano industriale' per la riforma della P.A. del ministro Renato Brunetta consegnato oggi alle parti sociali.

 

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Dismettere quote residue dei patrimoni immobiliari. Dismissione delle quote residue dei patrimoni immobliari delle amministrazioni e degli enti ancora inutilizzate o insufficientemente utilizzate, nonche' dei titoli azionari o obbligazionari non pubblici ancora detenuti dagli Enti; cessione delle attivita' non-core, di fatto costituite in "rami d'azienda" improduttivi, degli Enti. Lo prevede, con il fine di riorganizzare le pubbliche amministrazioni, a quanto si apprende, il piano industriale predisposto dal ministro per la Pa, Renato Brunetta, e presentato oggi a sindacati e consumatori.

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