Tagli alla cultura, Napolitano: ''Inspiegabile''la soppressione dell'Eti

Tagli alla cultura, Napolitano: ''Inspiegabile''la soppressione dell'Eti

Tagli alla cultura, Napolitano: ''Inspiegabile''la soppressione dell'Eti

ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha preso atto con soddisfazione delle promesse di Sandro Bondi riguardo i fondi Fus e il sostegno al cinema. Tuttavia non rinuncia a giudicare "inspiegabile" la soppressione di enti come l'Eti e, soprattutto, avverte: non è certo attraverso la "mortificazione della cultura" che si risana il bilancio in tempi di crisi. Parole pronunciate in occasione della consegna del premio Vittorio De Sica al Quirinale.

 

"Non troveremo le nuove vie per il nostro sviluppo economico e sociale attraverso una mortificazione della risorsa di cui l'Italia è più ricca: la risorsa cultura nella sua accezione unitaria", ha affermato il presidente della Repubblica. "Adoperiamoci - ha aggiunto - perché di ciò si convincano tutti e perché se ne traggano le conseguenze". Ha replicato Bondi: "Sono impegnato per il cinema, perché vengano reintegrati gli incentivi".

 

Per quanto riguarda invece l'Eti, l'Ente teatrale italiano, il ministro ha avuto toni più duri: "Sopprimerlo è stato una misura giusta. Ci siamo fatti carico per il teatro di affidarlo alla società civile. È stato il caso del Quirino, sarà così anche per il Duse di Bologna e la Pergola di Firenze e infine per il Valle di Roma. L'Eti era una sovrastruttura inutile. Bisogna aderire al più presto a una visione dello spettacolo sostenuto dalla società civile".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di stefanoart
    stefanoart

    Ma dove si fermano i tagli di Tremonti? Anzi, dove vengono immesse gigantesche risorse di denaro pubblico? Nell’acquisto di 131 bombardieri F35 per un costo totale di 14 MILIARDI DI EURO! Una scelta sbagliata e incompatibile con la situazione sociale del paese. Per le spese militari si trovano sempre le somme e le banche centrali non fanno problemi, e neppure la corte dei conti UE nell’aumento poderoso del debito pubblico Italiano ! Un costo, quello delle armi, che potrebbe essere trasformato in sostegno a politiche sociali, alla ricerca, alla cultura che potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova stagione di ideali e di speranze.. Stefano Rollero.

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