Talk show in tv, sospeso il divieto

Talk show in tv, sospeso il divieto

Talk show in tv, sospeso il divieto

Accolta la richiesta di Sky e Telecom Italia Media (ovvero La 7) a favore della sospensione del regolamento: il Tar del Lazio ha stoppato il regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella parte che blocca i talk show in periodo elettorale. Secondo i giudici "risultano non sprovviste di profili di fondatezza del ricorso le censure dedotte avverso la delibera impugnata", nella parte in cui è prevista la normativa relativa ai talk show in periodo elettorale.

 

Il Tribunale ha fissato l'udienza di merito al 6 maggio. Respinta, invece, la richiesta di Federconsumatori che voleva lo stop al regolamento della Vigilanza perchè ha ritenuto che, trattandosi di organismo parlamentare, "sussistono profili di inammissibilità del gravame per la parte in cui è impugnato il regolamento", in quanto appunto "approvato dalla Commissione parlamentare di Vigilanza nella seduta del 9 febbraio 2010, in relazione alla natura parlamentare dell'organo che ha adottato l'atto impugnato in assolvimento della funzione precipuamente politica di indirizzo e vigilanza". Quanto poi alla parte del ricorso dei consumatori che riguardava il Cda Rai, per il Tar "non sussistono presupposti per accogliere" la richiesta di discussione.

 

"La sospensione del regolamento Agcom per le tv commerciali decisa oggi dal Tar è una chiara bocciatura della norma-bavaglio imposta dalla destra in commissione di Vigilanza Rai", ha detto Paolo Gentiloni, presidente Forum ICT del Pd. "Quella norma era in contrasto con la legge sulla par condicio - ha aggiunto Gentiloni - che distingue chiaramente tra programmi di informazione e tribune elettorali e violava apertamente la sentenza 155 della Corte Costituzionale".

 

"Ora la Rai deve intervenire - ha chiosato -. Il Cda di Viale Mazzini, che il presidente Garimberti si è impegnato a convocare immediatamente dopo la sentenza, non può che prendere atto dell'interpretazione del giudice amministrativo. I programmi giornalistici devono riprendere subito anche in Rai: un silenzio riservato alla sola tv pubblica sarebbe, a questo punto, un vero e proprio scandalo".

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