Tensione Berlusconi-Fini, il premier: ''Non c'è il litigio nel mio dna''

Tensione Berlusconi-Fini, il premier: ''Non c'è il litigio nel mio dna''

Tensione Berlusconi-Fini, il premier: ''Non c'è il litigio nel mio dna''

MILANO - Non esiste alcuna guerra nel Pdl tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. E' quanto ha affermato il premier in un'intervista rilasciata al settimanale "Oggi" in edicola mercoledì. "Per fare la pace, prima ci deve essere una guerra. Io non sono mai stato in guerra con nessuno, e litigare è cosa estranea al mio Dna", ha detto il presidente del Consiglio.

 

"Anzi - ha chiosato il Cavaliere -, dico sempre che mi faccio concavo o convesso a seconda dell'interlocutore, pur di far sempre prevalere il dialogo, il confronto amichevole. Questo vale anche per i rapporti con il Presidente della Camera".

 

Secondo Berlusconi, "in un grande partito può anche accadere che vi siano opinioni diverse. Poi però si vota e alla fine la decisione che raccoglie il maggior numero di voti deve valere per tutti". "Fini - ha aggiunto il premier - non ha mai contestato questa regola, che nel Pdl è in vigore fin dal primo giorno, tanto è vero che io stesso ho dovuto subirla in diverse occasioni".

 

"Se si stabilisce questo metodo democratico, senza strappi, senza inutili provocazioni quotidiane, senza uno stillicidio di polemiche continue, allora potremo portare a compimento con successo quella felice intuizione che oltre dieci anni fa discussi con l'indimenticabile Tatarella", ha continuato.

 

Alla domanda se Fini resterà nel Pdl, Berlusconi ha risposto: "Credo che il traguardo del Pdl sia stato anche per lui un traguardo storico irreversibile, per il quale valeva e vale la pena spendere le nostre migliori energie politiche. Non posso perciò credere che si voglia mettere in discussione questo risultato. Sarebbe una enorme delusione innanzitutto per i nostri elettori. Il nostro popolo, il Popolo della libertà non lo capirebbe".

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