Tensioni nel Pdl, Fini: ''Io resto qui''. Berlusconi: ''Il governo è saldo''

Tensioni nel Pdl, Fini: ''Io resto qui''. Berlusconi: ''Il governo è saldo''

Tensioni nel Pdl, Fini: ''Io resto qui''. Berlusconi: ''Il governo è saldo''

ROMA - Quella di mercoledì è stata una giornata densa di tensioni tra le file della maggioranza, con Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sempre più distanti. In serata dal presidente della Camera è arrivato un messaggio distensivo al premier attraverso un intervista al ‘Foglio': "Dico Berlusconi, resettiamo tutto senza risentimenti e fermiamo le tifoserie". Ma in molti attendono il prossimo ufficio di presidenza che potrebbe sancire l'espulsione di Fini e dei suoi fedelissimi. 

 

""Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani", ha affermato il leader di Montecitorio, che chiede di "deporre i pregiudizi, di mettere da parte carattere e orgoglio, di eliminare le impuntature e qualche atteggiamento gladiatorio delle tifoserie. Non farlo significherebbe veder sparire "la credibilità del centro destra e non ci sarebbero né vinti né vincitori, alla fine della mattanza".

 

Poi ha affrontato il tema della legalità: "Garantismo e legalità non sono in conflitto. La mia solidarietà verso chiunque sia colpito da gogna mediatica e da accanimenti palesi è di antica data, e resta intatta. A napoli ho parlato della stranezza del comportamento di un sottosegretario che si dimette senza avvertire l'opportunità di dimettersi anche da coordinatore regionale: ho invece letto il giorno dopo sul giornale di famiglia che avevo chiesto la testa di Berlusconi". Ed è a questo punto che Fini punta il dito contro "gli ultras, sempre nemici di ogni buon compromesso politico". Infine la conclusione: "Qui sto e qui resto, in ogni senso"

 

In giornata ha parlato anche Berlusconi, intervenendo alla conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. Non ha fatto un riferimento esplicito alle parole dell'alleato Bossi ("Ognuno andrà per la sua strada", se Fini e Berlusconi "se non si trovano e se non si incontrano" la separazione sarà inevitabile) né ai tumulti interni al Pdl. "Sono assolutamente tranquillo - ha detto ai diplomatici italiani -, questo governo è saldo. Anche se sui media c'è una realtà diversa". Il premier ha garantito che resterà a Palazzo Chigi fino alla fine della legislatura, attaccando nuovamente la stampa: "mi vengono ogni volta attribuite, frasi, dichiarazioni e virgolettati mai detti".

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