Turchia, la Corte costituzionale salva il partito del premier

Turchia, la Corte costituzionale salva il partito del premier

Turchia, la Corte costituzionale salva il partito del premier

Era attesa da giorni e la tensione era alle stelle, soprattutto dopo il doppio attentato di Istanbul. Corte Costituzionale turca ha deciso di non chiudere il Partito della Giustizia e dello Sviluppo, il filo-islamico Akp, che esprime anche il premier turco, Recep Tayyip Erdogan. La corte ha però deciso di tagliare della metà i fondi pubblici a disposizione del partito, ma il dato rilevante è che ne è stata evitata la chiusura, anche se con un solo voto di maggioranza.

 

L'accusa con cui il partito era finito a processo era quella di aver violato il sistema laico del paese nel tentativo di inserirvi un'ordinamento basato sulla religione islamica. La Corte era in riunione dal 28 luglio per decidere su questo delicatissimo argomento.

 

Una sentenza diversa avrebbe messo al bando dalla politica 71 esponenti politici, che per cinque anni non avrebbero potuto ricoprire alcuna carica. Tra questi, oltre al premier Erdogan, anche il presidente Abdullah Gul. In questi mesi di enorme incertezza, ingenti sono stati i danni economici e finanziari provocati al paese.

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