Università, Gelmini: ''La riforma spero che slitti solo di due mesi''

Università, Gelmini: ''La riforma spero che slitti solo di due mesi''

Università, Gelmini: ''La riforma spero che slitti solo di due mesi''

ROMA - "Mi auguro che lo slittamento della riforma dell'universita' sia solo di un paio di mesi nella peggiore delle ipotesi". Così il ministro Mariastella Gelmini nel corso de 'La telefonata' con Maurizio Belpietro a Mattino Cinque. Sullo stop del disegno di legge alla Camera, il ministro ha affermato che c'è stata "qualche difficolta' legata alla sincronizzazione fra riforma e risorse, che sono indispensabili per il normale funzionamento dell'universita'".

 

Quanto a chi protesta, "spesso ha gli occhi rivolti al passato, invece l'universita' ha bisogno di un profondo cambiamento, di una impostazione nuova legata alla qualita'. La riforma intercetta questa esigenza". Il ministro si è detto convinto che il collega del Tesoro Giulio Tremonti troverà le risorse per la riforma: "Parallelamente alle riforme è compito del governo trovare le risorse per un corretto funzionamento dell'universita'. Io credo a Tremonti che ha promesso di trovarle".

 

Quindi ha parlato dei precari: "Sono un'eredita' che acquisiamo dal passato, da politiche sbagliate. Non sono tutti indispensabili - ha evidenziato il Ministro - purtroppo la capacita' della scuola e dell'universita' di assorbire posti di lavoro e' limitata e nel tempo la politica, per acquisire consenso facile, ha promesso posti di lavoro che in realta' erano posti di attesa nelle gradutorie".

 

"Il governo Berlusconi si e' occupato dei precari - ha ribadito Mariastella Gelmini - ha approvato delle soluzioni compatibili con le risorse che abbiamo a disposizione con il buon funzionamento dell'universita' e della scuola facendo anche accordi con le regioni. Credo che questo sia il tempo delle riforme, della serieta', della responsabilita' e quindi bisogna avere il coraggio di dire no a conflitti e a contrapposizioni inutili".

 

"I giovani - ha proseguito il Ministro - sono preoccupati del loro futuro perche' la crisi mette in difficolta' soprattutto le giovani generazioni. Ma quando vediamo che l'Italia dal punto di vista occupazionale regge meglio di altri paesi, ma nel segmento giovanile invece la percentuale dei disoccupati aumenta, io credo che ci dobbiamo interrogare su quale sia il sistema della formazione migliore per garantire un'autonomia, una carriera professionale, uno sbocco occupazionale per i giovani".

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