Wikileaks, Julian Assange: ''La giustizia non è ancora morta''

Wikileaks, Julian Assange: ''La giustizia non è ancora morta''

Wikileaks, Julian Assange: ''La giustizia non è ancora morta''

"La giustizia non è ancora morta": E' quanto ha affermato Julian Assange, il fondatore di Wikileaks tornato in libertà dopo la decisione stabilita dal giudice Duncan Ouseley della Royal Courts of Justice. Dopo dodici giorni di prigionia, l'hacker australiano si è detto felice di "sentire di nuovo l'aria frizzante di Londra". Quindi ha ringraziato tutti coloro che nel mondo hanno avuto fiducia in lui, i suoi avvocati e chi, "nonostante le grandi difficoltà", lo ha aiutato economicamente.

 

Una parte dei soldi è stata messa a disposizione dai registi Michael Moore, John Pilger e Ken Loach e da alcuni sostenitori. Assange ha ringraziato anche il sistema giudiziario britannico e la stampa. Durante la prigionia, ha aggiunto il 39enne, "ho avuto il tempo di riflettere sulle condizioni di coloro che nel mondo sono isolati e sono in condizioni più difficili delle mie. Anche queste persone hanno bisogno delle vostre attenzioni e del vostro sostegno".

 

"Spero di continuare il mio lavoro, continuerò a rivendicare la mia innocenza" e "ne porterò le prove". Il fondatore di WikiLeaks ha ribadito che le accuse contro di lui in Svezia "sono tese a sviare" le rivelazioni del sito. E ha avvertito: "Ora che sono tornato a dirigere la nostra nave le cose procederanno più velocemente". Un riferimento alla pubblicazione di file segreti, che evidentemente ha conosciuto qualche intoppo durante la sua detenzione.

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