Scoprire la Romagna: Cesena

Scoprire la Romagna: Cesena

Scoprire la Romagna: Cesena

Capoluogo, insieme a Forlì, della Provincia, Cesena vanta una storia antica. Fu centro, probabilmente umbro e, ancor prima di origine etrusca, prima della colonizzazione romana. Sorta sul colle Garampo, dove si trova l'imponente struttura della Rocca Malatestiana, la città, inizialmente. si sviluppò verso le rive del Savio. Quando i romani si impadronirono della vallata occuparono, probabilmente, anche l'antico insediamento: qui la via Emilia, nel suo tracciato descrive un'ampia curva.

 

Sulla storia antica di Cesena ci sono ipotesi, ma poche certezze, perché la città fu letteralmente ridotta ad un cumulo di macerie dalle truppe mercenarie al soldo di Papa Gregorio XI, nel 1377. Il nuovo papa Urbano VI concesse la distrutta città a Galeotto Malatesta, che pose alacremente mano alla ricostruzione. Sotto la signoria dei Malatesta la città visse un periodo tranquillo, finché entrò in scena Malatesta Novello: non già le imprese di guerra ma le belle opere di pace dedicate alla città, con il gioiello della Biblioteca Malatestiana, sono testimonianza e dote, lasciata da questo "condottiero-umanista".

 

Tuttavia, sfortunate azioni militari, segnarono il tramonto di questa signoria. Un breve periodo in mano ai Borgia, fino al ritorno di Cesena sotto il dominio pontificio, le cui vicende si intrecciarono alle sorti della città sino agli albori dell'epoca moderna. Cesena è detta anche la "città dei tre Papi", poiché diede i natali a Pio VI, Pio VII e ne adottò un terzo: Pio VIII. Il peso del dominio pontificio determinò, suo malgrado, un terreno fertile per le lotte risorgimentali, e per la passionalità dello scontro politico.

 

Nel centro storico della città si possono ammirare, moltissimi monumenti che testimonino il passato, così come tracce di modernità che l'hanno resa, oggi, una città funzionale, ma anche esteticamente valida. Fra i luoghi più importanti della città, spicca sicuramente Piazza del Popolo, luogo di ritrovo dei cittadini e sede della splendida "Fontana del Masini", dal nome dell'asrtista che la completò e la adornò nel 1589. Interessante particolarità della piazza centrale è la mancanza di un lato, a ridosso delle mura della Rocca Malatestiana. Lì fino all'Ottocento c'era il Borgo Chiesanuova, poi demolito per motivi igienico-sanitari.

 

Importantissima la Biblioteca Malatestiana (dal 19 maggio 2006 parte dell'Unesco), primo edificio al mondo nato e concepito per svolgere la funzione di biblioteca (1454), una biblioteca che già il grande umanista Flavio Biondo riteneva una delle migliori d'Italia, e la basilica benedettina del Monte, che ospita opere pittoriche di notevole valore storico-culturale.

 

Di valore storico-artistico anche il Duomo cittadino, dedicato a San Giovanni Battista, in stile gotico-romano, risalente alla fine del 1300, con una cripta che racchiude da secoli le spoglie di san Mauro.

 

Il tempio conserva senza dubbio la massima opera scultorea conservata a Cesena, realizzata fra il 1494 e il 1505 dallo scultore lombardo Giovanni Battista Bregno da Osteno. Entro la nicchia racchiusa fra due pilastri, decorati con candelabre "all'antica", lo scultore ha raffigurato al centro, Cristo che raccoglie il proprio sangue in un calice fra i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista e ai lati, Carlo e Camillo Verardi inginocchiati. Nei tondi, la Vergine Annunziata e l'Arcangelo Gabriele; il coronamento, nel quale si ipotizza fosse originariamente la figura del Padre Eterno, contiene oggi una conchiglia novecentesca.

 

La chiesa di Sant'Agostino, edificata su disegno del Vanvitelli, e la chiesa di San Domenico, ospitano tele di grande valore e rappresentano le due "vere pinacoteche" di Cesena.

 

Da segnalare è anche il Teatro Bonci, ultimato nel 1846 su progetto dell'architetto Vincenzo Ghinelli; esso si presenta con una facciata in stile neo-classico tipica dei teatri italiani del periodo, e con pregevoli interni dotati di ampi saloni da ricevimento, cavea con platea e cinque ordini di palchi compreso il loggione; il teatro vanta un'ottima acustica.

 

La contrada Chiaramonti si segnala per la presenza di eleganti ed imponenti palazzi, costruiti o abbelliti nel periodo dei Papi cesenati. Tra gli edifici più rappresentativi di questo percorso si ricordano: Palazzo Ghini, realizzato dall'architetto e pittore mantovano Leandro Marconi; Palazzo Guerrini Bratti, anch'esso decorato da Leandro Marconi; Palazzo Sirotti Gaudenzi, caratterizzato da una facciata neoclassica e i cui interni sono stati interamente decorati da Felice Giani e Giovan Battista Ballanti Graziani; Palazzo Chiaramonti, acquistato dal papa cesenate Pio VII (Barnaba Chiaramonti) e decorato da stucchi e da affreschi realizzati da Giuseppe Milani.

 

Oltre ai palazzi monumentali presenti nella contrada Chiaramonti, si segnalano: Palazzo Romagnoli (in via Uberti), maestoso edificio seicentesco decorato dal Milani ed oggi sede della biblioteca giuridica "Giovanni Ghirotti"; Palazzo Ghini (in corso Sozzi), progettato nel secolo XVII dall'architetto Pier Mattia Angeloni, sul cui cortile monumentale si affacciano le quattro statue di Francesco Calligari raffiguranti quattro divinità (Cerere, Gloria, Marte e Minerva); Palazzo Masini (in corso Sozzi), ricco di decorazioni pittoriche neoclassiche; Casa Sirotti, ora Biagini (in via Montalti) di antichissima costruzione, nel quale, secondo la tradizione risiedette anche San Carlo Borromeo.

 

Recentemente, durante lavori di scavo, sono stati scoperti nel centro storico dei reperti di epoca romana, fra i quali un mosaico pavimentale in tessere bianche e nere con decorazioni vegetali e libere che, "staccato" dalla sua originaria collocazione ed interamente ristrutturato dagli esperti restauratori della scuola di Ravenna, è attualmente esposto in una sala del palazzo comunale.

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