Scoprire la Romagna: le miniere di zolfo di Formignano

Scoprire la Romagna: le miniere di zolfo di Formignano

Immagine tratta da miniereromagna.it

Formignano è una piccola località collinare della Valle del Savio, soprastante la frazione cesenate di Borello. Praticamente sconosciuta ai più giovani, comincia a suscitare ricordi e persino qualche emozione nei romagnoli dai 60 anni in su. Fino al 1962 Formignano è stata sede di un'importante miniera di zolfo.

 

La chiusura definitiva e il conseguente abbandono dell'impianto, causati dall'antieconomicità dell'estrazione del materiale a grande profondità, ha comportato un rapido declino delle infrastrutture, al punto che, neppure vent'anni dopo, il degrado appariva irreversibile. Il 9 marzo 1987 un gruppo di nove cultori della memoria storica borellese rompe gli indugi e sfida l'incuria, fondando la Società di ricerca e studio della Romagna mineraria. Da allora, il sodalizio ha organizzato una serie infinita di iniziative per conservare la memoria delle zolfatare e dell'enorme sofferenza patita nelle viscere della terra.

 

L'evento clou è a dicembre per la festa di Santa Barbara, patrona della locale parrocchia, con la partecipazione di centinaia di persone da tutta la Romagna. Ma sin da ora si segnala la Sagra del Minatore, in programma dal 4 al 5 ottobre 2008, manifestazione di sicuro richiamo che trae spunto proprio dalla vita che si svolgeva nel villaggio di Formignano. E' un segno evidente di quanto la tradizione mineraria abbia impregnato la cultura locale: alla fine dell'800 nel solo cesenate erano attive 20 miniere con l'impiego di ben 4.500 operai. Attualmente esiste già un parco minerario comprendente il villaggio Montecatini, in buono stato di conservazione, a sua volta ricompreso all'interno di un'area di 90 ettari di proprietà del comune di Cesena.

 

Dal sito web "www.miniereromagna.it": "Si ha notizia delle prime escavazioni a Formignano nel 1556. Nel 1816 il conte Cisterni riusciva a rastrellare ingenti capitali e ad acquistare le miniere di Perticara e Marazzana nel Montefeltro e Formignano nel Cesenate; costruiva inoltre a Rimini uno stabilimento chimico ed una raffineria di zolfo riforniti quasi esclusivamente dalle miniere prima indicate". Dopo alterne vicende, fra cui anche un paio di fallimenti, si arriva al 1899, l'anno in cui "la Società Luigi Trezza, poi divenuta Società anonima Miniere Solfuree Trezza-Albani di Romagna, ne rileva la proprietà".

 

Agli inizi del Novecento erano in attività 44 forni Gill, 2 calcheroni ed uno doppione per la fusione dello zolfo ed una teleferica, di circa 1 km., che dalla Busca trasportava il materiale nella località delle "Aie" di Formignano. Nel 1917, durante la prima guerra mondiale, l'ingegner Guido Donegani acquista tutte le concessioni per conto della Società Montecatini, mantenendo però in funzione le sole miniere di Formignano e di Perticara. "Il 29 marzo 1919, grazie all'interessamento dell'on.le Comandini e del sig. Armando Bartolini, responsabile sindacale dei minatori della Camera del Lavoro di Cesena, veniva raggiunto l'accordo con la Società Montecatini per fissare l'orario di lavoro in otto ore giornaliere".

 

L'indubbia vivacità della Società di ricerca e studio della Romagna mineraria è riuscita a coinvolgere nella tutela del villaggio borellese lo stesso Comune di Cesena, il quale, nel 1998, "ha avviato il rilievo e la restituzione grafica dei fabbricati del villaggio minerario, atto di documentazione indispensabile e preliminare a successive azioni di conservazione e valorizzazione". Il sogno non troppo lontano è l'insediamento di un vero e proprio museo di Formignano dedicato alla civiltà mineraria.

 

Ma occorrono alcuni passi formali inderogabili, primo fra tutti l'inclusione del sito di Formignano e dell'intera vena solfifera della Romagna nel già esistente parco minerario delle Marche. Una visita guidata al villaggio di Formignano è vivamente consigliata: basta telefonare ai responsabili della Società di Ricerca e Studio della Romagna Mineraria - 0547/334227, oppure inviare una mail di prenotazione a ppmagalotti@aliceposta.it.

 

Piero Ghetti

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