"Avevamo un bambinone. Il Signore ce l'ha portato via"

"Avevamo un bambinone. Il Signore ce l'ha portato via"

"Avevamo un bambinone. Il Signore ce l'ha portato via"

"A te che hai tenuto il gas aperto fino alla fine". E' solo uno dei tanti striscione che tappezzano la piazzetta adiacente il teatro "Corte" di Coriano, dove all'interno è allestita la camera ardente con il feretro di Marco Simoncelli. Il paesino riminese ha perso il suo "bambinone"; lo ricordano giovani ed anziani che hanno avuto modo di conoscerlo. Erano già decine, alle 7, in coda e sotto l'acqua battente, ad aspettare l'apertura del teatro prevista per le 9.

A quel punto la fila era già di centro metri; sono giunti da ogni angolo d'Italia per "Super Sic". "E' venuto a mancare non solo il pilota, ma anche la persona - dice uno dei tanti giovane con gli occhi lucidi in coda per salutare il "Sic" -. Quella stessa persona che a ricordarlo fa sorridere anche quando al di là di quel muro è in una bara. Non era uno qualunque, proprio come in pista". Tutto lo ricordano come simbolo di Coriano.

"Avevamo un campioncino e il Signore ce l'ha portato via", ha affermato un anziano. Non solo lacrime, ma anche il sorriso sui volti di chi lo ricorda come una persona "senza grilli per la testa, che non si dava arie. Un bambinone che lo aveva messo in conto. Diceva che era meglio vivere poco ma da protagonista, che trascorrere una vita insignificante. Nonostante questa filosofia quando se ne è andato è rimasto tanto dolore".

Una grave ferita al cuore che qualcuno nascondeva indossando vistosi occhiali da sole nonostante la pioggia battente. A stento tutti trattenevano il singhiozzo. Cosa cambia ora nelle corse in moto senza "Sic"? "E' un circo che riparte, ma rimane il dolore di chi lo conosceva veramente". E al vuoto che il 24enne ha lasciato a Coriano rispondono le lacrime, di chi "Super Sic" l'ha conosciuto da piccolo.

 

Dall'inviato a Coriano, Alessandro Mazza

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