'Calciopoli-bis', è arrivato il giorno del giudizio

'Calciopoli-bis', è arrivato il giorno del giudizio

'Calciopoli-bis', è arrivato il giorno del giudizio

L'attesa è finita. Gli avvocati di Luciano Moggi, Maurilio Prioreschi e Paolo Trofino, presenteranno martedì mattina nel tribunale a Napoli il dossier con le mille nuove intercettazioni chiedendo che ne siano messe agli atti almeno un centinaio. Qualora i giudici daranno il via libera, sarà nominato un perito che dovrà riascoltare e trascriverle. L'ex direttore generale della Juventus è stato accolto dall'incoraggiamento di alcuni tifosi bianconeri, subito dopo allontanati.

 

La tesi dei legali di Moggi è che queste telefonate, ignorate dagli inquirenti, dimostrano che l'allora dirigente bianconero non era l'unico ad avere contatti con arbitri o designatori e che anzi questa era una pratica comune. Nel faldone - oltre alle telefonate con i designatori che chiamano in causa Inter, Milan, Roama, Udinese, oltre alle società già coinvolte in Calciopoli - vi saranno conversazioni relative a Bologna e Palermo.  

 

La difesa di Moggi che disponga la trascrizione di 75 telefonate che erano inedite e che sono state esaminate dai proprio consulenti. Le telefonate fanno riferimento a conversazioni con indagati, tra i quali gli ex designatori Bergamo e Pairetto da parte di diversi dirigenti di società di calcio. La difesa ha chiesto anche l'acquisizione di circa 3mila contatti  telefonici con indagati da parte di dirigenti di società (si tratta dei contatti ricavati dai tabulati anche relativi ai centralini dei club calcistici).

  

L'avvocato Prioreschi ha evidenziato come il comportamento contestato a Moggi fosse comune anche ad altri. "Tutti parlavano con Pairetto, con Bergamo, e non solo Moggi - ha affermato -. Questo viene fuori dalle telefonate e dalle conversazioni intercettate 24 ore su 24. Intercettazioni che non erano state evidenziate in precedenza". Il penalista ha poi aggiunto: "Pranzi e cene li facevano tutti, tutti facevano incontri con i designatori, tutti parlavano di griglie".

 

Durante il controinterrogatorio dell'avvocato Trofino, il tenente colonnello Attilio Auricchio ha ammesso di essere a conoscenza di cene tra l'allora presidente dell'Inter, Giacinto Facchetti, e l'ex designatore Paolo Bergamo. "Se mi chiede di Facchetti, mi risulta. Non mi risulta di Moratti".

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