Ciclismo, confessione shock di Riccò: "Sì, mi sono dopato"

Ciclismo, confessione shock di Riccò: "Sì, mi sono dopato"

Ciclismo, confessione shock di Riccò: "Sì, mi sono dopato"

Clamorosa ammissione di Riccardo Riccò, il giovane campione emergente del ciclismo italiano fermato per doping al Tour de France. L'ex atelta della Sanuiere Duvalle (la formazione che lo ha licenziato assieme al compagno di squadra Leonardo Piepoli) ascoltato dalla procura antidoping del Coni ha confessato le proprie responsabilità. "Prima del Tour ho sbagliato, ho assunto la sostanza che tutti sapete. E' stato un errore soltanto mio", ha dichiarato il 25enne modenese.

 

"Davanti alla procura antidoping mi sono preso le mie responsabilità" ha detto il ciclista, braccato dai cronisti; e proprio perché sapeva di essere in fallo, spiega, "ho rifiutato di inoltrare la richiesta per le controanalisi".

 

Riccò ci tiene, dunque, a precisare che non c'era un utilizzo di sostanze dopanti da parte di tutta la squadra. "Nel mio gesto non sono stato consigliato da nessuno - ribadisce - Mi sono informato sulle conseguenze di questa sostanza su Internet. Quando l'ho presa, ero convinto di non rischiare nulla per la mia salute".

 

Un errore gravissimo per lui, per l'immagine della squadra e dello sponsor principale, ma soprattutto per il tutto il ciclismo: "Il mio pensiero va alla squadra, perché per colpa mia qualcuno può aver perso il lavoro - riconosce Riccò -. Penso anche ai miei compagni del team che, sempre per causa mia, hanno dovuto rinunciare a proseguire la loro avventura al Tour de France".

 

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Riccò ha detto di aver voluto presentarsi al Coni "per togliermi un peso, perché mi sento in colpa e in dovere di scusarmi anche nei confronti dei miei tifosi". Chissà se i suoi tifosi, esaltati dalle imprese compiute al Tour, sapranno trovare la forza per perdonarlo.

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