Superbike a Imola, Giugliano e la Ducati fanno sognare i fans: miglior tempo

La Panigale 1199 numero 34 ha fermato il cronometro sul tempo di 1'47"116, precedendo di 228 millesimi la Kawasaki di Jonathan Rea.

Ottanta giorni dopo il brutto infortunio che l'ha tenuto lontano dalle piste nei primi round del campionato, Davide Giugliano si è presentato a Imola con una voglia matta di divorarsi l'asfalto. Il pilota della Ducati è stato il più rapido nel turno di qualifiche del Gran Premio d'Italia, esaltando così i suoi fans giunti sulle rive del Santerno. La Panigale 1199 numero 34 ha fermato il cronometro sul tempo di 1'47”116, precedendo di 228 millesimi la Kawasaki di Jonathan Rea.

L'irlandese, dominatore del campionato e super favorito per le due manche in programma domenica, nelle battute conclusive del turno è stato costretto a parcheggiare la sua Ninja alla variante del Tamburello. In scia alla verdona numero 66 si è piazzata la ZX-10R gemella di Tom Sykes, che nella prima parte del turno si è focalizzato principalmente sul passo gara. L'ex iridato 2013 ha girato come un orologio svizzero, costantemente tra il 47”4 e il 47”8.

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Il responso delle lancette dice che a giocarsi il round romagnolo siano proprio Rea e Sykes, su una pista che li ha visti in passato già salire sul gradino più alto del podio. Da una parte Sykes ha la rabbia di riscattare un inizio di stagione al di sotto delle aspettative; dall'altro Rea ha una voglia di allungare la striscia positiva di risultati, al momento con sei vittorie e due secondi posti. Dietro le due Kawasaki si è piazzato Chaz Davies, a 570 millesimi dal compagno di squadra.

Se in Kawasaki hanno lavorato molto sulla distanza, in casa Ducati i piloti si sono concentrati in rapide uscite. Lontane le Aprilia, con Leon Haslam che ha confermato la quinta posizione del venerdì e Jordi Torres in risalita al settimo posto, sfruttando nel finale anche la linea del compagno di squadra. Il rookie spagnolo sta faticando nell'apprendere un tracciato “old style”, stop and go e con continui sali e scendi. Tra le due quattro cilindri di Noale la Bmw di Ayrton Badovini.

Completano la top la Ducati del team Barni Racing dell'argentino Leandro Mercado, la Kawasaki di David Salom e la Suzuki di Alex Lowes. In crisi le Honda, con l'olandese Mark Van Der Mark solo undicesimo e il campione del mondo in carica Sylvain Guintoli addirittura quindicesimo. Così gli altri italiani: Michel Fabrizio, tornato nel mondiale in sella alla Ducati del team Althea dell'infortunato Nico Terol, ha chiuso 12esimo davanti al compagno di squadra Matteo Baiocco. Diciassettesimo Niccolò Canepa, alla prima con la Kawasaki del team Grillini.

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Dall'inviato, Giovanni Petrillo

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