Euro 2008: i rigori eliminano l'Italia. La Spagna in semifinale

Euro 2008: i rigori eliminano l'Italia. La Spagna in semifinale

Euro 2008: i rigori eliminano l'Italia. La Spagna in semifinale

E' un errore di Antonio Di Natale dal dischetto a condannare l'Italia all'eliminazione ai quarti di finale degli Europei 2008. L'azzurro ha colpito con scarsa potenza e senza angolare troppo la traiettoria, consentendo così a Casillas di parare il tiro. In precedenza Casillas aveva parato il rigore di De Rossi. Poi Buffon c'aveva messo del suo parando un rigore. Ma non è bastato. La Spagna si qualifica con merito, dopo aver letteralmente dominato per tutta la partita.

 

La partita era cominciata così come si è conclusa: con la Spagna tutta protesa in avanti a mettere pressione e a creare grattacapi alla difesa italiana. Fortunatamente la diga eretta da Chiellini e la sicurezza di Buffon tra i pali hanno scongiurato il peggio, unitamente ad una dose di scarsa precisione dell'attacco iberico.

 

Nella ripresa gli azzurri sembrano più determinati e concreti; da questo nuovo atteggiamento ne trae guadagno anche lo spettacolo complessivo della partita, che aveva alternato tratti non esaltanti a momenti di elevatissimo spessore tecnico e tattico: costante, comunque, il grande livello agonistico del confronto tra due delle nazionali più forti del mondo.

 

La brillantezza della Spagna si fa più opaca a metà del secondo tempo, quando l'Italia si fa più pericolosa sotto porta e addirittura sfiora il gol quando Camoranesi calcia a botta sicura. Un piede di Casillas spunta come per miracolo a salvare il risultato, che resta inesorabilmente sullo 0-0. La Spagna non si fa intimorire e continua a spingere e a offrire sprazzi di calcio-champagne.

 

Le occasioni fioccano per gli iberici, ma la difesa azzurra è attenta e Buffon non si fa sorprendere. Salvo quando un bolide calciato dai 30 metri dal fortissimo difensore spagnolo Senna, lo coglie di sorpresa. La palla schizza dalle mani del portierone azzurro e scivola sul palo, prima di essere bloccata nuovamente da Buffon. Un brivido che sembra mettere paura agli azzurri, che faticano a reagire all'offensiva spagnola.

 

L'innesto di Di Natale al posto di Cassano ridà vigore ad un'Italia che appare stanca e poco lucida. Ma il risultato non si sblocca e i tempi regolamentari si chiudono in parità. Si va ai supplementari, e la prima frazione sembra un incubo per le decine di migliaia di tifosi azzurri presenti a Vienna e i milioni di italiani incollati alla tv. L'Italia rischia ma il risultato resta sulla parità.

 

Nel secondo tempo supplementare Donadoni sente aria di calci di rigore e gioca la carta Del Piero: destino vorrà che per lo juventino non ci sia neppure il tempo di presentarsi sul dischetto. Tensione e stanchezza la fanno da padrone, ma la Spagna continua a mettere pressione agli azzurri. Al punto che all'ultimo secondo dei supplementari una disattenzione della nostra difesa regala l'occasione alla Spagna per scongiurare i rigori; fortunatamente le furie rosse sprecano.

 

Si va dunque ai calci di rigore dopo 120 minuti di partita estenuanti, a tratti noiosa (nel primo tempo) ma sempre ad altissimo contenuto agonistico. Si calcia sotto la marea rossa della curva spagnola. Villa, Grosso e Cazorla non sbagliano. Con la Spagna sul 2-1, De Rossi dal dischetto calcia potente ma si fa intercettare la traiettoria da Casillas. Dagli undici metri Senna e Camoranesi fanno centro, poi Buffon compie il miracolo parando il tiro di Guiza. Una prodezza che si rivela inutile quando Di Natale fallisce il suo calcio di rigore e soprattuto Fabregas non fallisce il suo penalty.

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