F1 - Gerhard Berger incontra al Motor Show i suoi fans

F1 - Gerhard Berger incontra al Motor Show i suoi fans

BOLOGNA – Dopo diversi anni di assenza ha fatto il ritorno al Motor Show di Bologna l’ex pilota di formula uno Gerhard Berger, ora comproprietario della Scuderia faentina Toro Rosso. L’austriaco, che gareggiato con ATS, Arrows, Ferrari, McLaren e Benetton Renault è stato accolto da numerosi tifosi al Centro Servizi dove si tengono quotidianamente gli incontri organizzati dal quotidiano sportivo ‘’Gazzetta dello Sport’’.

L’austriaco si è reso disponibilissimo a rispondere alle domande poste dai presenti in aula.

D. Gerhard, quali sono le ambizioni 2007 della Scuderia Toro Rosso visto che sarà spinta dai motori Ferrari?
R. Ho molta fiducia nella squadra che si è dimostrata molto preparata ed affidabile. Avevamo l’handicap dei V10 depotenziati che non ci hanno permesso di sfruttare al meglio le nostre risorse, ma nel 2007 potremmo contare della spinta del motore Ferrari. I piloti ufficiali (Tonio Liuzzi e Scott Speed, n.d.r.) dovranno svolgere un lavoro molto duro nella messa a punto della futura monoposto”.

D. Confermi la voce che la Toro Rosso si trasferirà a Cosina?
R. Al momento stiamo ancora organizzando quale sarà il futuro della Scuderia, che resterà in Italia. Al vaglio abbiamo diverse opzioni tra cui quella di rimanere nella fabbrica di Faenza e costruire alcuni fabbricati anche a Cosina. Per ora resteremo a Faenza.

D. Come mai la prossima settimana a Jerez sarà impegnato Sebastian Bourdais?
R. “ Sebastian è un pilota interessante che si è formato nella scuola europea. E’ riuscito anche a vincere il campionato nella Formula Cart in America dimostrando talento. Siamo quindi curiosi di vederlo al volante di una Formula Uno. Ora ha ancora un anno di contratto in America, poi in futuro vedremo cosa potrà succedere”.

D. Quale è stato il miglior momento vissuto in F1? Ti dispiace non aver vinto un titolo mondiale?

R. L’ultima vittoria della mia carriera, quella ad Hockenheim nel 1997 al volante della Benetton. Fu speciale perché pochi giorni prima morì mio padre. Ho vissuto momenti stupendi anche in Ferrari. Ovviamente dispiace non aver vinto il titolo mondiale, ma mi consolo con le numerose vittorie, giri veloci, pole position e piazzamenti.

D. Dopo l’incidente di Imola nel 1989 hai pensato di ritirarti?
R. Quando corri non ci pensi che potrebbe capitare qualcosa di negativo e subito dopo un incidente vien voglia di ritornare al volante immediatamente. Sicuramente l’incidente ha influito a star più attento e lento, e questo potrebbe aver influito nelle mie prestazioni.

D. Secondo te Kimy Raikkonen ha i numeri per essere il ‘’nuovo’’ Schumacher?
R. Sostituire un uomo come Michael Schumacher, che ha ottenuto così tanti risultati importanti è difficile. Ma Raikkonen è molto veloce e può essere un vincente.

D. Chi sarà il vero avversario di Alonso nel 2007 dopo l’addio di Schumacher?
R. Prima che Michael si ritirasse i più veloci erano lui, Alonso e Raikkonen. Quindi a mio giudizio sarà Raikkonen il principale avversario dello spagnolo. Poi vedo bene anche Felipe Massa e l’emergente Heikki Kovalainen che ricordiamo salirà sulla Renault campione del mondo. E poi diciamolo, i piloti scoperti da Briatore sono sempre competitivi.

D. Si può arrivare in Formula Uno senza un gran budget economico?
R. E’ possibile, l’esempio più eclatante è quello del polacco della Bmw Sauber Robert Kubica. Non aveva con se grandi sponsor eppure la voglia di gareggiare l’ha spinto ad ottenere importanti risultati nelle formule minori e ad arrivare in F1. E’ importante non accontentarsi mai.

D. Come sarà la Formula Uno dopo il 2011?
R. Certamente si sta andando verso una Formula Uno più equilibrata. La stagione 2006 ne è la prova con Alonso e Schumacher che si sono contesi il titolo mondiale sino alla penultima gara. Sicuramente la Federazione Internazionale dell’Automobile vuole più spettacolo.

D. Come è adesso la tua vita dopo la carriera in F1?
R. Dopo il ritiro sono stato chiamato dalla Bmw Motorsport e poi subito alla Toro Rosso che è un progetto giovane e promettente.

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Dall’inviato Giovanni Petrillo

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