Australia, pole di Hamilton. Disastro Ferrari: Alonso è 12°

E' la McLaren la monoposto più in forma del momento. Questo il primo attesissimo verdetto dopo le qualifiche del Gran Premio d'Australia, round d'apertura del mondiale di F1.

(credit TM News/Infophoto)

E’ la McLaren la monoposto più in forma del momento. Questo il primo attesissimo verdetto dopo le qualifiche del Gran Premio d’Australia, round d’apertura del mondiale di F1. Davanti a tutti scatterà Lewis Hamilton con il tempo 1’24"922, realizzato al primo tentativo, appena 152 millesimi più rapido del compagno di squadra Jenson Button, che ha compromesso la sua chance con un piccolo errore nella curva 14. La sorpresa del giorno è il terzo posto di Romain Grosjean.

Il francesino della Renault, al ritorno in Formula Uno dopo la parentesi negativa del 2010, ha dato il primo smacco al rientrante Kimi Raikkonen, solo 18esimo e in difficoltà con lo sterzo. Completa la seconda fila un ottimo Michael Schumacher, a dimostrazione della bontà della Mercedes Gp. Il sette volte campione del mondo ha fatto meglio di un Nico Rosberg, che ha pagato a caro prezzo molte imprecisioni nei due tentativi di giro veloce: partirà solo settimo.

Tra le due “frecce d’argento” si sono piazzate i campioni del mondo della Red Bull, con Mark Webber addirittura più veloce di un Sebastian Vettel, protagonista al mattino di un’uscita di pista. A differenza della passata stagione le monoposto di Adrian Newey non sembravano fluide, con entrambi i piloti costretti a numerose correzioni per restare in traiettoria. Completano la top ten la Williams Renault di Pastor Maldonado, la Force India di Nico Hulkenberg e la Toro Rosso di Daniel Ricciardo.

E le Ferrari? L’aria che si respira nei box di Maranello è di quella pesante. Fernando Alonso, complice un errore nella Q2 che l’ha costretto nella ghiaia della curva uno, scatterà dalla dodicesima posizione alle spalle dell’altra Toro Rosso del debuttante Jean-Eric Vergne, mentre Felipe Massa continua a non brillare e partirà solo dalla casella numero 16. Ci sarà insomma da stringere i denti, ma la sensazione è che il Cavallino è addirittura più indietro rispetto ai test di Barcellona.
 

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