Il 'mistero' degli insulti di Mourinho: una giornata di squalifica

Il 'mistero' degli insulti di Mourinho: una giornata di squalifica

Il 'mistero' degli insulti di Mourinho: una giornata di squalifica

Insulti all'arbitro: con questa motivazione il tecnico dell'Inter, Josè Mourinho, è stato squalificato per una giornata e quindi non potrà sedersi in panchina nel match di domani sera, quinto turno, a San Siro contro il Napoli. Insulti, sì, ma nessuno a bordo campo li ha sentiti. Né i cronisti di Sky (l'inviata vicino alle panchine dice "espulsione esagerata"), né Marco Branca, dirigente nerazzurro, che a fine partita conferma che la protesta di Mourinho è stata semplicemente gestuale. E non lo confermano nemmeno le telecamere, visto che nelle inquadrature dello ‘Special One' si nota solamente una protesta indirizzata alla mancata ammonizione ("E quello non era giallo?").

 

Ma c'è un precedente curioso tra Orsato e Josè Mourinho. L'anno scorso, Inter-Fiorentina, un fallo di Felipe Melo non sanzionato dall'arbitro fece andare su tutte le furie l'allenatore, che anche quella volta venne espulso dal campo dallo stesso direttore di gara. Con la differenza che l'anno scorso uscì immediatamente dal tunnel di San Siro, mentre domenica si è fatto metà perimetro del rettangolo di gioco, passando sotto la curva del Cagliari e beccandosi una industriale quantità di insulti dai tifosi sardi, pur di dare gli ultimi consigli ai suoi giocatori.

 

Tifosi sardi che non sono stati sanzionati per i soliti cori razzisti ai danni soprattutto di Balotelli (evidentissimi nel secondo tempo), ma anche per Eto'o e Maicon. Cellino, presidente rossoblu, che ha visto la partita dagli Stati Uniti, ha detto di non avere sentito dalla televisione i cori razzisti, ma Moratti è di diverso parere: "Basta con questi atteggiamenti verso dei ragazzi, l'arbitro doveva sospendere la partita". Espulso Mourinho, i razzisti no.

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