Inter-Juventus, Mourinho e Ranieri animano la vigilia

Inter-Juventus, Mourinho e Ranieri animano la vigilia

Josè Mourinho

Mancano poco più di 24 ore al big match Inter-Juventus, e gli allenatori delle due squadre scaldano subito l'ambiente. "Giocherò in casa, quindi devo essere educato con i miei colleghi - esordisce Mourinho - come ho sempre fatto aspetterò nel tunnel l'allenatore avversario e gli stringerò la mano come ho fatto con tutti".

 

Non si è fatta attendere la risposta di Ranieri: "La stringerò ben volentieri" ha detto il tecnico della Juventus, che sembrano chiudere così la polemica nata qualche mese fa.

 

"Tra me e Ranieri - ha poi puntualizzato Mourinho - è un problema nostro, non vostro e non mi piace questa pubblicità. Questi sono affari personali, abbiamo parlato a Coverciano senza che la stampa fosse presente, come due colleghi che fanno il loro lavoro e per me e sufficiente. Ranieri a San Siro per me sarà come tutti gli altri colleghi".

 

Ma Ranieri è disposto a pagare pur di battere i nerazzurri: "E' una partita che va oltre il campionato, non è come le altre. Spero che sia una gara vibrante e veloce, proprio come nella passata stagione. Lo scorso anno qualche mio giocatore avrebbe pagato pur di battere l'Inter. Ecco, quest'anno pagherei io pur di vincere questa partita".

 

Vittoria che il presidente della Juventus Cobolli Gigli ha pure pronosticato, visto che ha detto che "La Juventus vincerà 2-1". Un risultato che non sta bene a Mourinho, pronto a ribattere al presidente bianconero: "L'ultima volta che un presidente ha detto che avrebbe vinto contro di me è stato prima di un Porto-Benfica e ha perso... Io non conosco il presidente della Juve e la sua personalità, né sono interessato a conoscerla".

 

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L'ultimo pensiero di Mourinho è per Adriano. La punizione è finita, e il brasiliano, reduce da una bella prestazione con gol nell'amichevole della nazionale verdeoro contro il Portogallo, sarà convocato per il big-match di domani sera: "Sono d'accordo con Adriano, ha detto delle parole giuste. Un calciatore è fatto per giocare e se non gioca deve pensare di cambiare. Se si trova in una squadra e non ha possibilità di giocare, che ci fa lì? Altra storia, invece, è se gioca o ha la possibilità di farlo. Ciò che ha detto è assolutamente normale".

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