Lewis Hamilton incredulo: ''pazzesco, pazzesco...''

Lewis Hamilton incredulo: ''pazzesco, pazzesco...''

Lewis Hamilton incredulo: ''pazzesco, pazzesco...''

SAN PAOLO - Il numero uno sul musetto della sua McLaren Mercedes se lo merita tutto. All'indomani del Gran Premio del Brasile, Lewis Hamilton non è ancora riuscito a assorbire le emozioni e fatica ancora a credere di aver scritto nell'albo d'oro nella lunga lista dei Campioni del Mondo di F1. "Ora ho il numero 1 sulla macchina. Pazzesco, pazzesco", ha dichiarato.

 

FESTA - Hamilton ha confessato di non aver abusato con l'alcol nella notte di festeggiamenti. "Appena un paio di bicchieri di champagne, poi soprattutto acqua - ha confessato -. Alla fine della festa, ero seduto da una parte mentre suonavano una canzone: We are the champions dei Queen. Ho guardato i ragazzi della squadra, i meccanici, gli ingegneri, gli addetti al catering. Ho guardato mio padre, erano tutti così felici".

 

UN SOGNO - "È un grande risultato - ha dichiarato l'inglese -. Forse non ne sono ancora consapevole. Quando mi sono svegliato ero rilassato, soddisfatto e pieno di energia. Mi sento veramente fresco, e poi mi ripeto dentro la mia testa: ‘wow, sono campione del mondo!'". "Mi sembra di sognare", ha continuato.

 

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ANALISI - Il neo campione del mondo ha rilevato di non mai chiesto quale fosse la posizione di Felipe Massa in classifica. Il suo obiettivo era giungere quinto e vincere il titolo. "Sapevo che dovevo finire almeno quinto, così mi sono concentrato su questo - ha dichiarato Hamilton-. Verso la fine è stato più difficile perché avevo più benzina a bordo e noi consumiamo i pneumatici più degli altri". A cinque giri dalla conclusione è arrivata la pioggia. "Abbiamo cambiato i pneumatici, ma ho avuto meno deportanza rispetto agli altri, siamo stati più veloci sul rettilineo ma con la pioggia le cose sono cambiate", ha dichiarato il 23enne. "Gli ultimi due giri sono stati i più difficili di tutta la mia carriera - ha confessato -. Dopo aver perso la posizione in suo favore non c'era nulla che io potessi fare. Mi hanno detto di spingere ed avvicinarmi a lui, prendendo dei rischi. Il sesto posto non mi sarebbe servito per il titolo". Nel finale il sorpasso ‘salvezza' su Timo Glock. "Alla curva 11 e ho visto Vettel che lo passava, quindi mi sono infilato al suo interno. A quel punto ero certo di avercela fatta e mi sono rilassato".

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