MotoGp, Stoner trionfa ad Assen. Lorenzo falciato. Rossi solo 13°

Casey Stoner trionfa ad Assen e conquista la leadership del campionato a pari merito con Jorge Lorenzo. La cavalcata dell'australiano della Repsol Honda, al terzo successo stagionale

Casey Stoner trionfa ad Assen e conquista la leadership del campionato a pari merito con Jorge Lorenzo. La cavalcata dell'australiano della Repsol Honda, al terzo successo stagionale, è stata favorita dal ko del rivale spagnolo della Yamaha, falciato subito dopo la partenza dalla Honda Gresini di Alvaro Bautista. "Non è mai bello aver vantaggi dalle disavventure altrui, ma questa è una vittoria importante per il campionato", ha affermato Stoner.

Il due volte campione del mondo non era ottimista poco prima del semaforo, complici gli acciacchi dovuti alla brutta caduta nell'ultimo turno di prove libere. "Non ero ottimista - ha ammesso -. Il weekend non era stato perfetto". Il 27 ha duellato con il compagno di squadra Dani Pedrosa, secondo al traguardo: "L'ho seguito e in alcuni punti ero difficoltà. Ero stanco e non avevo un controllo ottimale. Poi ho cambiato posizione in moto e sono andato meglio".

Fortissimo il disappunto di Lorenzo: “La manovra di Bautista è stata una follia - ha esordito -. Si è scusato dopo l’incidente, ci siamo stretti la mano, ma a mio avviso questo non può giustificare l’accaduto. Nel 2005 a Motegi quando ho commesso un errore simile sono stato fermato per una gara. Domenica prossima partirà dal fondo dello schieramento al Sachsenring - ha continuato -. Se i piloti non vengono penalizzati come si deve capiteranno sempre queste cose".

Lo spagnolo ha assicurato di star bene: "Ho un livido alla gamba, ma nulla più". Quindi il punto per il campionato: "Bisogna ripartire da zero. Peccato perchè potevo lottare per la vittoria". Nonostante il secondo posto, Pedrosa non è chiaramente soddisfatto: "Ho provato a staccare Casey, ma non ci sono riuscito - ha affermato -. Penso che debba rivedere la strategia. Perchè dopo un buon inizio sono calato. La cosa positiva è che la vetta in campionato è più vicina e che sono sempre andato sul podio".

Al terzo posto è giunto Andrea Dovizioso, al secondo podio stagionale con la Yamaha del team Tech 3, che ha battuto nel finale Ben Spies. "Con i primi non ci siamo ancora, ma fare il podio è esagerato - ha sottolineato il pilota di Forlì -. Spies ha fatto una bellissima gara,  ma ha avuto problemi nel finale". Quinto il compagno di squadra di Dovizioso, Cal Cruchlow. Sesta la prima delle Ducati, quella di Nicky Hayden, davanti alla Ducati Pramac di Hector Barbera e alla Art di Randy De Puniet. Valentino Rossi ha chiuso 13esimo, alle spalle anche delle Crt di Michele Pirro (nono), Mattia Pasini (decimo) e Danilo Petrucci (undicesimo).

Il 'dottore' è stato costretto a tornare ai box a dieci giri dalla fine a causa dell'usura eccessiva della gomma posteriore. "Ero partito molto bene - ha esordito -. Eero lì, stavo facendo una bella gara e penso che avrei potuto ottenere un risultato discreto. Avrei potuto fare sesto, e sarebbero stati un po’ di punti in più per la classifica. Cercheremo di rifarci la settimana prossima al Sachsenring”.

Quanto al fatto che la Ducati non riesce a risolvere i problemi: "Non so come si fa a mettere a posto la moto e farla andare forte come le altre, per fortuna io ho corso sempre con grandi moto e grandi team ed il mio era più che altro un consiglio - ha spiegato -. Io do tanti suggerimenti e penso che si possa mettere sul piatto la mia esperienza, le mie doti di collaudatore".

Il problema principale è che la Ducati "non ha grip davanti e per fermarsi, per finire le curve ci mettiamo più degli altri e quindi dobbiamo dare gas mentre siamo ancora piegati e quindi la gomma dietro finisce prima. So che dovrebbe arrivare un motore più dolce che è quello che ci serve ma per il resto non ho la risposta".

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