MotoGp, Loris Reggiani: ''Vale difficilmente vincerà il titolo. Ma può stupire''

MotoGp, Loris Reggiani: ''Vale difficilmente vincerà il titolo. Ma può stupire''

MotoGp, Loris Reggiani: ''Vale difficilmente vincerà il titolo. Ma può stupire''

FORLI' - Il 2011 sarà "un anno emozionante" per la MotoGp. Né è convinto Loris Reggiani, spalla destra di Guido Meda nelle telecronache Mediaset del Motomondiale, che giovedì sera ha partecipato ad una serata dedicata un serata al motociclismo in vista dell'avvio della stagione del Motomondiale organizzata dal Panathlon Club Forlì.

 

"Tutti si augurano che Valentino e la Ducati ci facciano divertire - ha affermato l'ex motociclista forlivese -. Confesso che non sono un ‘valentiniano sfegatato', ma mi dà delle emozioni che altri difficilmente riescono a dare". Per Reggiani, Valentino non riuscirà al primo anno con la Rossa a conquistare il titolo. Tuttavia, "mi ha stupito tante volte, spero che mi stupisca ancora".

 

Il commentatore tecnico di Mediaset ha ricordato anche altri talenti romagnoli presenti in MotoGp: Andrea Dovizioso e Marco Simoncelli. Il portacolori della Repsol Honda "è un pilota che ragiona molto e che si arriva ad alti livelli non è per caso e ci rimane. Nei test è andato molto forte per il suo standard abituale. Può fare bene". Il ‘Leone' di Coriano, pilota della Honda Gresini, reduce dal miglior tempo nei testi di Sepang, è la "bella novità in proiezione futura".

 

Reggiani ha parlato anche della categoria Moto2: "Non capisco come si è potuto cambiare la 250cc - ha esclamato -. Ha appiattito il livello tecnico". Tra gli italiani che potranno fare bene, il forlivese ha indicato Andrea Iannone e Raffaele De Rosa. Più difficile invece che gli "azzurrini" possano far bene nella 125cc, campionato che è lecito definire "monomarca spagnolo".

 

Parlando del modello spagnolo, Reggiani non condivide "che ragazzini di 12 anni si sottomettano a televisioni o sponsor per gareggiare. Il motociclismo sta seguendo la stessa strada del calcio, ma il nostro è uno sport più pericoloso. Personalmente vieterei il professionismo con sponsor fino a 18 anni".

 

Giovanni Petrillo

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