Olimpiadi, protesta dei medagliati: "Detassateci i premi"

Olimpiadi, protesta dei medagliati: "Detassateci i premi"

Olimpiadi, protesta dei medagliati: "Detassateci i premi"

Dopo la medaglia d'argento nel tiro a volo, specialità double trap, Francesco D'Aniello lancia una provocazione: detassare i premi che vengono assegnati agli italiani vincitori di medaglie olimpiche. Una proposta con trova subito anche il favore di Valentina Vezzali, per tre volte consecutive campionessa olimpica nella scherma, specialità fioretto femminile. "Noi non siamo come i calciatori, i nostri guadagni non sono stratosferici, contribuiamo a fare grande l'Italia".

 

"La medaglia olimpica - spiega Vezzali - arriva una volta ogni quattro anni e con lei anche il premio in denaro: io di tasse ne pago tante, non chiedo privilegi Ma ai Giochi contribuiamo a fare grande l'Italia, e poi il premio è un riconoscimento una tantum a quattro anni di lavoro. Noi non siamo come i calciatori, i nostri guadagni non sono stratosferici: sarebbe giusto detassare i premi per le medaglie olimpiche, e non versarne la metà".

 

D'Aniello, che ha lanciato il sasso nello stagno, invita il mondo dello sport italiano a prendere esempio dalla Cina, dove il governo comunista prevede la detassazione per i premi assegnati ai vincitori di medaglie. In Italia la tassazione arriva a decurtare fino a quasi il 50% del premio ricevuto.

 

"Non pensavo certo ai soldi, quando ero in pedana - dice D'Aniello - ma riflettendoci, non è bello ricevere solo il 50% di ciò che ti viene promesso, attualmente in polizia e nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro, noi del tiro, ma vale per tanti altri sport, non guadagniamo molto".

 

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E anche Giulia Quintavalle, medaglia d'oro nel Judo, specialità -57 chilogrammi (la prima nella storia dello sport italiano) è d'accordo con gli altri due colleghi: "Un premio dimezzato è un dispiacere, loro non sanno i nostri sacrifici. Non voglio privilegi a livello fiscale, ma per noi atleti ci vorrebbe un po' di attenzione in più".

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