Processo Gea, l'avvocato di Moggi: "Cose da giustizia sportiva"

Processo Gea, l'avvocato di Moggi: "Cose da giustizia sportiva"

Luciano Moggi, ex dg della Juventus

"Com'è possibile che il capo dell'associazione a delinquere non faccia parte della società stessa? Con tutta la fantasia del caso, direi che l'associazione a delinquere è tutta un'altra cosa". Così l'avvocato di Luciano Moggi, Matteo Melandri, torna a commentare il nuovo capitolo del processo Gea sullo scandalo di calciopoli, che colpì il calcio italiano nell'estate del 2006.

 

L'avvocato, che ha chiesto l'assoluzione dell'ex direttore generale della Juventus da tutti i capi di imputazione, è tornato sull'argomento, sottolineando come, secondo lui, "non ci siano gli estremi per poter ricorrere alla giustizia ordinaria, perché questa materia è di competenza della giustizia sportiva, che dovrebbe rivedere la propria disciplina e la propria regolamentazione in termini di procure".

 

Alla base della difesa dell'ex dirigente bianconero, ci sono l'inattendibilità delle dichiarazioni dei testimoni Antonio Caliendo e Franco Baldini nonché la richiesta di archiviazione per Giuseppe De Mita e Chiara Geronzi: su questi fatti si basa la richiesta di assoluzione per Luciano Moggi.

 

"Le posizioni di altri imputati come Chiara Geronzi e Giuseppe De Mita sono state archiviate in pochi giorni. E allora a noi è sembrato lecito perseguire questa via: non crediamo infatti che la modalità intrapresa dal gup sia esente da difetti".

 

"Testi come Fresi, Amoruso, Caliendo, Antonelli, Baldini - ha continuato Melandri intervistato da laroma24.it - hanno più volte visto smentita la propria versione dei fatti".

 

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"E allora - dichiara l'avvocato - non capisco il motivo per cui ci sia questa disparità di trattamento tra un BlasiNon si capisce perche' ci sia questa disparita' di trattamento tra un Blasi e tanti altri testi citati dal Pm".

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