''Stadi a norma o non si gioca''

''Stadi a norma o non si gioca''

ROMA - “Non si gioca piu' con il pubblico negli stadi che non dispongono delle garanzie di sicurezza". Il ministro dell'Interno Giuliano Amato annuncia, in sala stampa a palazzo Chigi, le misure che il governo ha elaborato per contrastare la violenza negli stadi. Diverse norme, infatti "hanno bisogno di modifiche".


Tra le altre, la "cosiddetta canalizzazione delle tifoserie" che impegna "molte forze dell'ordine e porta spesso a scontri e violenze". Ecco perche' "in concreto verra' meno la vendita di blocchi di biglietti alla squadra ospitata".


PANCALLI, CI SONO TEMPI TECNICI PER RIPARTIRE QUESTO WEEK-END

"Tecnicamente ritengo che, collocandosi l'approvazione di queste norme con effetto immediato tra mercoledi' e giovedi', ci sono i tempi tecnici per far ripartire il campionato da questo week-end. Spero di poter verificare situazioni come questa e credo che tutti insieme si debba lavorare nella medesima direzione". Lo ha detto il commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli, nella conferenza stampa al termine dell'incontro a Palazzo Chigi tra Governo e istituzioni sportive.

PETRUCCI: ORDINE PUBBLICO AL PRIMO POSTO
"Attraverso il ministro Amato ho ringraziato il prefetto De Gennaro per quello che le forze di polizia fanno. Abbiamo anche noi una scala di priorita' che mette l'ordine pubblico al primo posto, poi viene lo spettacolo sportivo". Anche per il presidente del Coni, Gianni Petrucci, prima di tutto viene la sicurezza.

"Non siamo al centro del mondo, la sicurezza viene prima di tutto e saremo al fianco dei ministeri dell'Interno e dello Sport perche' siamo i primi a dire che vogliamo riaprire gli stadi, ma con tutte le garanzie. L'attenzione dimostrata dal governo e' la risposta alle nostre attese -ha aggiunto il numero uno dello sport italiano nella conferenza stampa al termine del vertice a Palazzo Chigi tra governo e istituzioni sportive- Ho fatto inoltre presente che le iniziative intraprese a favore dell'impiantistica sportiva devono essere messe in atto per tutti gli sport che hanno la stessa dignita' del calcio".

Petrucci ha anche messo a disposizione le risorse del Coni per un addestrare gli steward. "Abbiamo messo a disposizione le nostre strutture per un corso di specializzazione, a spese del Coni, per questa novita' di formazione degli steward".


ULTRAS, ANCHE NOI AL TAVOLO COL GOVERNO
''Proviamo a vedere di parlarci tra di noi e creare un nostro comitato. Eleggiamo i nostri rappresentanti e andiamo a sederci al tavolo con il governo e le forze dell'ordine''. Il fenomeno degli ultras e' tornato al centro delle polemiche dopo i tragici avvenimenti che hanno sconvolto il mondo del calcio, ma sono molti gli esponenti delle tifoserie piu' estreme a chiedere un dialogo con le istituzioni. Per Fabio Germani, leader dei 'Drughi', gli ultras bianconeri che occupano la 'Curva Scirea' a Torino, questo e' il primo passo per trovare la soluzione ai problemi del pallone. Che sono tanti e ''che devono essere risolti chiamando in causa prima di tutto loro, i tifosi ultras, che sono in realta' - aggiunge Germani - quelli che amano piu' di tutti la loro squadra''.


''Siamo noi che abbiamo seguito la Juve fino in B, e siamo noi che a Torino portiamo in curva i bambini malati del S.Gerardo di Monza''. Ma allora quello degli Ultras e' solo passione e amore per il prossimo? ''A Torino sono anni che non succede nulla -risponde Germani-. Certo non possiamo controllare 25-30mila persone, e quindi puo' capitare sempre che ci sia qualcuno che perde la testa''.

Un'idea che sembra condivisa anche da un suo collega laziale, Gianluca Tirone, che conduce una popolare trasmissione radiofonica sul tifo biancoceleste: ''Noi non siamo i colpevoli di ogni male in Italia'', spiega l'irriducibile. ''Certo quello che e' successo a Catania e' tremendo, pero' in Italia ci sono tante altre cose gravissime...''.


MONTEZEMOLO, NON SONO D'ACCORDO CON MATARRESE
"Non ho sentito la dichiarazione ma non sono d'accordo". Lo ha detto il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, che partecipa stasera a Bari all'insediamento del nuovo responsabile della sezione pugliese dell'associazione degli industriali, Nicola De Bartolomeo, a proposito di quanto affermato dal presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese sull'interruzione del campionato di calcio in seguito agli incidenti di Catania-Palermo.

"Tredici anni fa -ha ricordato Montezemolo- quando ci fu l'incidente di Genoa-Milan e mori' un ragazzo mi sembra che i responsabili del calcio erano piu' o meno gli stessi. Cio' dimostra -ha proseguito- che bisogna veramente voltare pagina in tutti i sensi e pensare che e' veramente inaccettabile quello che sta avvenendo. Una volta si andava allo stadio volentieri. Oggi non e' piu' cosi'. Quindi credo -ha affermato Montezemolo- che ognuno debba farsi un esame di coscienza. Ho molto apprezzato la decisione di fermare il campionato ma adesso non bastano incontri, comitati e summit. Bisogna prendere decisioni, far rispettare una serie di valori e ripristinare il senso dello sport con l'impegno di tutti".


FRANZA, SI' A DIALOGO CON ULTRAS

"Spezzare il legame o non trattare con gli ultras puo' essere negativo. Bisogna invece aiutare loro e i club ad espellere i delinquenti dalle proprie organizzazioni". E' la tesi del presidente del Messina, Pietro Franza che, nel corso di un'intervista rilasciata ai microfoni dell'Agenzia Radiofonica GRT, e' tornato a parlare del proprio rapporto con i tifosi peloritani: "E' un rapporto intelligente - assicura - dialoghiamo tranquillamente, senza alcun tipo di ricatto. L'esonero di Giordano? L'altro giorno sono rimasto bloccato all'interno dello stadio fino alle 11 di sera. Non volevano farci uscire finche' non cambiavamo l'allenatore, ma e' stata una pressione pacifica. Stavamo in mezzo ai tifosi senza che si sia verificata alcuna violenza".

"La mia decisione di esonerare Giordano -chiarisce Franza- comunque, non e' dipesa dall'intervento dei tifosi, ma dal fatto che i giocatori non lo appoggiavano piu'".Una pressione psicologica, dunque, che Franza non giustifica, ma spiega cosi': "Sicuramente e' una situazione particolare - chiarisce - non dico che sia normale, ma avviene in tutte le citta' di Italia. I tifosi hanno una loro voce, quello che bisogna fare e' distinguere i delinquenti dagli appassionati".

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MATARRESE, SONO STATO FRAINTESO
"Una persona di buonsenso non puo' pensare che Matarrese volesse dire quelle cose. Io volevo dire che quanto avvenuto fa parte di un sistema che non si puo' piu' tollerare e che fino ad oggi non siamo riusciti a bloccare. Quindi occorre cercare rimedi nuovi". Cosi' il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese ad Affaritaliani.it dopo il trambusto suscitato dalle sue parole: "Il calcio non puo' chiudere, i morti sono parte del sistema".

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