Superbike, Biaggi sul tetto del mondo: ''E' il trionfo dell'Italia''

Superbike, Biaggi sul tetto del mondo: ''E' il trionfo dell'Italia''

La commozione di Biaggi (Foto Frasca)

IMOLA - La sofferenza, il trionfo ed il pianto liberatorio. Max Biaggi, 39 anni, ha conquistato a Imola il primo titolo in Superbike, il quinto a tredici anni di distanza dall'ultimo dei quattro titoli in 250 (tre dei quali con l'Aprilia ed uno con la Honda). Sul tracciato romagnolo il ‘Corsaro' ha faticato tantissimo, perché l'unico in grado di potergli contendere il titolo, Leon Haslam, ha dato il tutto per tutto, dovendosi arrendere in Gara 2 a dieci giri dalla fine.

 

>LE IMMAGINI DEL TRIONFO DI BIAGGI

 

A tradire l'inglese è stato il motore della sua Suzuki, esploso alla variante della Villeneuve. Il romano non ha nascosto la commozione per quello che è stato, come il pilota ha evidenziato, "il trionfo dell'Italia". Per Biaggi un sogno che è diventato realtà: "devo ringraziare l'Aprilia, il presidente Roberto Colaninno, i ragazzi della squadra, la mia fidanzata, la mia figlioletta, la mia famiglia".

 

"E' un giorno grandioso, che ho voluto fortemente - ha evidenziato il ‘Corsaro' - E' stato un weekend difficile. La tensione che sarebbe potuto arrivare qua il campionato, il meteo incerto, alla fine quando ho tagliato il traguardo ho pensato: "Che liberazione". Anche perché mi faceva un po' male la mano e la spalla sinistra. E' stata davvero dura".

 

Anche in 500 e in MotoGp il romano è andato più volte vicino al titolo: "Tante volte negli scorsi anni mi sono sentito di non essere messo nelle condizioni giuste per esprimere il mio valore, per raggiungere i risultati che so di valere. Anche per questo, a un certo punto della mia carriera, ho scelto il mondo della Superbike. Ho voluto le persone giuste intorno a me, perché le corse non sono solo velocità, gomme, e motore. Sono anche gioia e divertimento".

 

La stagione di Biaggi è stata sensazionale: quattro doppiette (Portimao, Monza, Miller, Misano), una vittoria a Brno e vari piazzamenti sul podio. Ma guai a parlare di stagione facile: "Molti piloti hanno vinto gare e se avessero avuto più regolarità avrebbero potuto infastidirci di più", ha affermato il romano. Tra i momenti più belli, ha ricordato il neo iridato, "i trionfi di Monza e Misano. Vincere davanti al mio pubblico è qualcosa di speciale".

 

Ma non è ancora finita: ora resta l'obiettivo di portare l'Aprilia al titolo Costruttori: "Ne parliamo tra una settimana e sarebbe veramente fantastico chiudere con un altro mondiale una stagione fantastica".

 

Dall'inviato, Giovanni Petrillo


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