Superbike, Ducati da record in Superpole a Imola: Davies precede Giugliano

Il pilota gallese, velocissimo in tutti i turni di prove, ha firmato con la sua Panigale R il nuovo record dell'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola in 1'45"598, ad una media di 168,276 chilometri orari

Festa Ducati nella Superpole della gara di casa. Sarà Chaz Davies infatti a partire davanti a tutti nel Gran Premio d'Italia, quinto round del mondiale Superbike. Il pilota gallese, velocissimo in tutti i turni di prove, ha firmato con la sua Panigale R il nuovo record dell'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola in 1'45"598, ad una media di 168,276 chilometri orari. A completare la festa della casa di Borgo Panigale c'è Davide Giugliano, secondo a 457 millesimi dal compagno di squadra.

Le due rosse hanno fatto il vuoto: il leader del campionato, Jonathan Rea, terzo, ha accusato un ritardo di 730 millesimi, strappando la prima fila al vicino di box Tom Sykes per appena tre millesimi. L'ex campione del mondo della Kawasaki troverà al suo fianco un ottimo Lorenzo Savadori, quinto con la sua Aprilia del team Ioda Racing a 933 millesimi dalla pole, e lo spagnolo della Bmw del team Althea, Jordi Torres.

Apre la terza fila l'Mv Agusta di Leon Camier, davanti all'altra Bmw di Markus Reiterberger e alla prima Honda, quella dell'americano Nicky Hayden. Bene Matteo Baiocco, decimo con la Ducati del team VFT Racing, a precedere l'altra Honda di Nicky Hayden. Brutta caduta invece per Sylvain Guintoli, scaraventato dalla sua Yamaha all'uscita delle Acque Minerali. A seguito dell'impatto violento con l'asfalto non ha mai perso conoscenza.

Il francese, dolorante, è stato accompagnato al centro medico per gli accertamenti del caso. Avrebbe riportato varie fratture alle costole. A seguito della caduta, avvenuta a nove minuti dal termine, la sessione è stata temporaneamente interrotta. Ora inizia il conto alla rovescia per Gara 1, che partirà alle 13 sulla distanza di 19 giri. Splende il sole sui sali e scendi del Santerno e il clima è più che gradevole: se ne vedranno delle belle.

Dall'inviato, Giovanni Petrillo

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