Superbike, QP1. Vola Rea, ma Checa resta l'uomo da battere

Superbike, QP1. Vola Rea, ma Checa resta l'uomo da battere

Jonathan Rea alla Variante Bassa

IMOLA - Il sistema "ride by wire" regala i primi benefici a Jonathan Rea. L'irlandese della Castrol Honda ha firmato la migliore prestazione nel primo turno di qualifiche del Gran Premio di Imola, terzultimo round del mondiale Superbike, fermando il cronometro sul tempo di 1'48"241, avvicinandosi così al record di Carlos Checa di 1'48"178 realizzato nel 2010. Alle spalle di Rea si è piazzato proprio Checa (Ducati Althea), staccato di 159 millesimi.

 

>LE IMMAGINI DELLA PRIMA GIORNATA DI PROVE

 

Checa ha dimostrato che è lui l'uomo da battere anche a Imola, confermando il suo ottimo feeling con la pista romagnola che nel 2010 gli regalò una splendida doppietta. Lo spagnolo, avviato al suo primo titolo mondiale, ha completato infatti ben otto giri sul passo dell'1'48''5, un ritmo insostenibile per tutta la concorrenza. Rea, ad esempio, è riuscito solo due volte a scendere sotto il muro dell'1'49", realizzando il miglior tempo all'ultimo dei suoi passaggi.

 

La virtuale prima è completata dalla Bmw di Leon Haslam (1'48"701) e dalla Suzuki di un competitivo Michel Fabrizio (1'48"726). Quinto tempo per Marco Melandri (Yamaha), che si è fermato a 603 millesimi da Rea. Il pilota di Ravenna, il più attivo in pista con 23 passaggi, si è messo alle spalle la Kawasaki di Tom Sykes, le Ducati di Sylvain Guintoli (Effembert Liberty Racing) e Maxime Berger (Supersonic), l'Aprilia Pata di Noriyuki Haga e la Ducati di Jakub Smrz.

 

La sorpresa del venerdì è la competitività delle wildcard di Federico Sandi (Ducati Althea) e Alex Polita (Ducati Barni), più veloci dell'unica Aprilia tricolore in pista, quella di Leon Camier. L'inglese ha beccato da Rea la bellezza di 1.041. Per la casa di Noale si annuncia un weekend difficile non solo per l'assenza forza di Max Biaggi, ma anche perchè la RSV4 fa fatica a digerire i sali e scendi del Santerno nonostante il problema delle buche sia scomparso per la riasfaltatura del 70% della pista.

 

Subito dietro il britannico c'è la Bmw del team Motorrad Italia di Ayrton Badovini (1'49"394). Sorprende la 18esima piazza di Eugene Laverty (Yamaha) davanti alla Bmw di un Troy Corser in crisi nera, alla Ducati del team Barni Racing di Matteo Baiocco e alla Kawasaki del team Pedercini. Chiude il plotone la Bmw di Fores, che ha preso il posto di James Toseland. L'ex due volte campione del mondo, ritiratosi dalle competizioni dopo l'incidente al Nurburgring, ha assistito alle prove dai box della sua squadra.


Dall'inviato Giovanni Petrillo

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Fotoservizio, Cristiano Frasca


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