Superbike a Misano, zampata di Giugliano. Melandri 3°. Fiamme in pista

Il portacolori della Ducati è stato il più veloce col crono di 1'36"370, precedendo di appena 127 millesimi il leader del campionato Tom Sykes (Kawasaki), ancora dolorante al polso destro infortunatosi a Sepang.

Davide Giuliano (Foto Marzio Bondi)

C'è la zampata di Davide Giugliano nel venerdì del Gran Premio della Riviera di Rimini, settimo round del mondiale Superbike a Misano Adriatico. Il portacolori della Ducati è stato il più veloce col crono di 1'36"370, precedendo di appena 127 millesimi il leader del campionato Tom Sykes (Kawasaki), ancora dolorante al polso destro infortunatosi a Sepang. Terzo tempo per l'Aprilia di Marco Melandri, il più veloce al mattino con il tempo di 1'36"938, staccato di 130 millesimi dalla "rossa" numero 34.

Alle spalle della RSV4, in pista con una livrea che celebra la prima vittoria nel motomondiale con Loris Reggiani (1987), si è piazzata la Ducati di Chaz Davies, a 266 millesimi dal compagno di squadra. Quinto rilievo cronometro per la Kawasaki di Loris Baz, a 291 millesimi da Giugliano, davanti alla Suzuki di Alex Lowes. Completano la top ten l'Aprilia di Sylvain Guintoli, la Honda di Jonathan Rea, la Suzuki di Eugene Laverty e l'Aprilia del team Red Devils di Toni Elias.

Quello del pomeriggio è stato un turno particolarmente equilibrato, con i primi dieci racchiusi in nove decimi. Sul passo gara Melandri (che per il round romagnolo si è presentato con un casco che celebra i mondiali di calcio in Brasile) e Sykes sembrano quelli più in palla. Il pilota di Ravenna, reduce dalla doppietta di Sepang, è arrivato a Misano particolarmente carico, con l'obbiettivo di ridurre i 52 punti di distacco dall'inglese della Kawasaki. Così gli altri italiani: dodicesimo Niccolò Canepa (Ducati Althea), davanti ad Ayrton Badovini (Bimota) e Claudio Corti (MV Agusta); 18esimo Matteo Baiocco (Ducati Grandi Corse) davanti a Ivan Goi (Ducati Barni Racing); 23esimo Alessandro Andreozzi e 25esimo Riccardo Russi (Kawasaki Team Pedercini).

La sessione è stata caratterizzata da un curioso incidente. Ad una decina di minuti dal termine della sessione, la MV Augusta F4 RR dello svizzero Michael Savary è stata avvolta dalle fiamme dopo un problema tecnico. Il guasto si è verificato a poche centinaia di metri dalla staccata della curva della Quercia. Savary, dopo essersi accorto del fiamme provenire dal motore della sua MV, ha immediatamente accostato a bordo pista, allontanandosi velocemente dalla moto dopo l'estendersi del rogo.

Mentre il bolide del team Dream Team Company veniva avvolto dalle lingue di fuoco, sono accorsi tempestivamente i commissari di soccorso, che hanno provveduto a neutralizzare l'incendio. Completamente carbonizzata la parte posteriore della MV, mentre per il pilota nessuna conseguenza fisica. Il turno di prove è stato momentaneamente interrotto per consentire la pulizia della traiettoria.

Dall'inviato, Giovanni Petrillo

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