Superbike, Sykes domina a Imola e vola in vetta al campionato

Tom Sykes conquista Imola e si prende la leadership del mondiale Superbike approfittando del passo falso di Sylvain Guintoli, tradito dalla sua Aprilia nella sfida del mattino

Tom Sykes conquista Imola e si prende la leadership del mondiale Superbike approfittando del passo falso di Sylvain Guintoli, tradito dalla sua Aprilia nella sfida del mattino. Il brittanico dopo sette round 15 guida il campionato con 235 punti, sei in più dell'ex leader del campionato che vede comunque il bicchiere mezzo pieno grazie al terzo posto di Gara 2. A spartirsi il secondo posto Davide Giugliano (Aprilia Althea) al mattino e Jonathan Rea (Honda) al pomeriggio.

L'italiano non è riuscito a ripetere l'impresa del mattino, capitolando in Gara 2 alla Tosa mentre cercava di restare incollato nella scia di Sykes. L'irlandese invece ha riscattato una mattinata costellata di errori con una prova concreta. Ma i riflettori sono tutti per Sykes, acclamato dal pubblico di Imola, capace di riportare la marca di Akashi dopo ben 19 anni. “Imola rappresenta un punto di partenza dopo l'errore di Portimao”, ha affermato il 27enne britannico.

Notevole la gioia per il decimo trionfo nel mondiale delle derivate di serie, il quinto stagionale, arrivato dopo una Superpole da fenomeno, con tanto di record della pista: “E' stato un weekend perfetto. La squadra ha lavorato alla grande. Non pensavo di esser così competitivo. E' un risultato speciale per come è maturato, perchè amo l'Italia e perchè qui lo scorso anno il mio compagno di squadra Joan Lascorz ha avuto il terribile incidente. E' una vittoria anche per lui”.

Weekend agrodolce per l'Aprilia ufficiale, che ha visto Guintoli terzo in Gara 2 dopo la fumata bianca al mattino della sua RSV4 , ed Eugene Laverty a terra nella manche pomeridiana dopo aver arpionato il gradino più basso del podio. “Sono le corse – ha affermato Guintoli, arrivato a Imola con 28 punti di vantaggio, ed ora costretto ad inseguire Sykes -. Ho dato tutto, ma ero al limite. Il terzo posto non è entusiasmante, ma va bene per il campionato che è ancora lungo”.

Domenica amara per Marco Melandri, che lascia Imola con due secondi posti: “E' stata una giornata dura – ha esordito il portacolori della Bmw, a 53 punti da Sykes fuori portata questo weekend per il ravennate -. Già da venerdì ho avuto delle difficoltà, facevo fatica nei cambi di direzione e in frenata perchè la moto era troppo pesante. Alla fine il bilancio non è malvagio. Sapevamo che qui sarebbe stata durissima. Ora speriamo di risolvere i nostri problemi nei test”.

Forte il rammarico in Gara 2 per Giugliano, che non è riuscito a bissare il podio del mattino per una scivolata alla curva Tosa mentre occupava la seconda piazza: “In Gara 1 speravo che Sykes calasse di ritmo, ma purtroppo ha tenuto fino alla fine. In Gara 2 ero veloce ed ero in scia alla Kawasaki nonostante fossi più in difficoltà, ma poi è arrivata la caduta ed è finita lì”. Ancora in difficoltà la Ducati, con Ayrton Badovini che non è andato oltre un ottavo ed un decimo posto.

Peggio di lui ha fatto Carlos Checa, che a Imola aveva vinto cinque delle ultime sei gare, finendo addirittura fuori dalla top ten: “E' stato un weekend duro, mi aspettavo di fare un passo avanti dopo Portimao, ma nonostante il lavoro e i cambiamenti provati non siamo riusciti a progredire. Ora speriamo di fare dei passi in avanti con i test, perchè attualmente la situazione non è delle migliori”.
Quinto e ottavo posto per Michel Fabrizio con l'Aprilia del team Red Devils.

Giovanni Petrillo

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