SUPERBIKE - Valencia, una domenica 'bestiale' per Lanzi

SUPERBIKE - Valencia, una domenica 'bestiale' per Lanzi

VALENCIA – Una domenica bestiale per Lorenzo Lanzi. Il pilota di San Piero in Bagno, dopo quasi tre anni, è tornato sul gradino più alto del podio al termine di una gara ricca di colpi di scena. Il portacolori del team Ducati RG all’ultimo giro di Gara 1 era pronto a festeggiare il gradino più basso del podio dopo un bellissimo sorpasso ai danni dell’ex compagno di squadra Troy Bayliss, ma a regalargli la gioia del trionfo ci ha pensato Carlos Checa che ha mandato a terra la Suzuki di Max Neukirchner, fino in quel momento leader della corsa.


“Non pensavo di avere vinto – ha raccontato Lanzi -. Ero concentrato a tirare come un matto per tenere dietro Troy. Dopo averlo passato pensavo mi attaccasse invece no! Ho provato l’attacco all’ultimo giro. Mi sono incollato a lui nel primo split, dove è imbattibile,e poi ho frenato forte e sono passato. Concentrato più che mai, quando ho passato il traguardo non ho visto gli altri festeggiare e ho capito lì di avere vinto!”.


“E’ stupendo – ha proseguito il romagnolo -. Due anni senza vincere è stata dura. Non ho mai mollato e oggi è stupendo! Ringrazio chi mi è stato vicino in questi momenti, la mia famiglia, gli amici e mio padre, Pier Carlo Regina (come lo chiamavano gli amici, ndr) che mi ha insegnato a non mollare mai, essere sempre determinato! Un grazie di cuore al team che ha lavorato in modo fantastico per tutto il week end e anche nei test pre gara, mettendomi a disposizione una moto veloce e a posto.E poi Ducati che mi ha messo a disposizione la 1098, che tanto mi piace, Mozzone che ha fatto un gran lavoro al motore!”.

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Gara 2, invece, è stata avara di soddisfazioni per effetto dell’aumento della temperatura che ha mandato in crisi le gomme. “L’innalzamento della temperatura ha fatto sì che le gomme dopo cinque giri, stessa mescola montata in gara1, finissero e dunque ho dovuto correre in difesa per prendere qualche punto – ha raccontato Lanzi -. Peccato perché si poteva fare bene e chiudere alla grande la giornata, ma di più non potevo fare!”

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