Turchia, la censura si combatte con...l'auto-censura

Turchia, la censura si combatte con...l'auto-censura

Turchia, la censura si combatte con...l'auto-censura

Cina e Turchia, due modi diversi di censurare. Se il governo di Pechino censura di tutto e di più (per ultimo iTunes per ‘colpa' di un album pro-Tibet), in Turchia accade la cosa inversa: sono gli stessi utenti a censurare i loro siti. Ovviamente non si tratta della normalità, ma di una clamorosa protesta messa in atto da oltre 400 blogger turchi, che hanno volutamente oscurato i loro siti internet per protestare contro la decisione di un giudice di Ankara, che lo scorso maggio aveva deciso di oscurare Youtube.

 

Il giudice aveva preso tale decisione a causa di alcuni frame che erano usciti sul famosissimo portale di condivisione video, che avrebbero ‘insultato' il fondatore e primo presidente della Turchia, Mustafa Kemal Ataturk. Alcuni video lo avrebbero definito omosessuale.

 

A questo punto i blogger hanno inscenato una storica manifestazione di protesta: nei loro siti e blog, è comparsa la scritta "L'accesso a questo sito è proibito per sua stessa decisione", in risposta a tutte le scritte di ‘blocco' che appaiono in oltre 800 siti internet in Turchia.

 

Un altro tribunale ha successivamente tolto la messa al bando di Youtube, e così i navigatori turchi potranno tornare a vedere e condividere i loro video. Anche se ovviamente il tribunale non ha ammesso che la decisione è scaturita all'indomani delle proteste.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -